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		<title>Da Sushi Go a Gaetano l&#8217;Ortolano: al pediatrico Meyer, inventare giochi fa stare bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna 'Cenere' Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 04:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cose per cui fare le fusa]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco]]></category>
		<category><![CDATA[Camilla Fontana]]></category>
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		<category><![CDATA[FirenzeGioca 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale del gioco]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale pediatrico Meyer]]></category>
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					<description><![CDATA[Il gioco porta conoscenza, scoperta e crescita. Anche dentro un ospedale!
Ecco come è nato “Gaetano l'Ortolano”, gioco da tavolo creato in ospedale grazie anche al contributo di Camilla Fontana, una paziente della pediatria.
Buona Giornata mondiale del gioco, perché tutt3, ma proprio tutt3, possano giocare!

#gioco #ludobiblio #ospedalepediatricomeyer #cooperativasocialearca ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Il gioco veicolo di conoscenza, scoperta e crescita. Anche dentro un ospedale possano nascere relazioni forti e durature che alimentano la creatività che nutrire la parte &#8220;sana&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Gaetano l&#8217;Ortolano</strong> è un gioco nato all’<strong>ospedale pediatrico Meyer di Firenze</strong>, ed è il simbolo di come la collaborazione, la creatività e la passione possano trasformare un&#8217;idea in qualcosa di concreto che continua a portare benefici a tanti bambini e famiglie.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Un gioco per stare meglio, un gioco per imparare. Come è nato? Dopo aver sentito <a href="https://gattaiola.it/2026/03/01/play-therapy-il-gioco-che-cura-allospedale-pediatrico-meyer/"><strong>Claudio Micheli,</strong> operatore della Cooperativa sociale Arca che opera all&#8217;interno della Ludobiblio dell&#8217;ospedale, parlare della Play Therapy</a>, abbiamo voluto saperne di più di questo nuovo gioco da tavolo creato in ospedale grazie al contributo di <strong>Camilla Fontana</strong>, una paziente della pediatria, insieme agli educatori della cooperativa. E lo vogliamo portare a voi nella Giornata mondiale del gioco, perché tutt3, ma proprio tutt3, possano giocare!</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Claudio-Micheli-con-una-delle-operatrici-della-Ludobiblio-1024x768.jpeg" alt="Claudio Micheli con una delle operatrici della Ludobiblio" class="wp-image-15885" style="aspect-ratio:1.333341400842248;width:433px;height:auto" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Claudio-Micheli-con-una-delle-operatrici-della-Ludobiblio-1024x768.jpeg 1024w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Claudio-Micheli-con-una-delle-operatrici-della-Ludobiblio-300x225.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Claudio-Micheli-con-una-delle-operatrici-della-Ludobiblio-768x576.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Claudio-Micheli-con-una-delle-operatrici-della-Ludobiblio-1536x1152.jpeg 1536w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Claudio-Micheli-con-una-delle-operatrici-della-Ludobiblio-800x600.jpeg 800w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Claudio-Micheli-con-una-delle-operatrici-della-Ludobiblio-700x525.jpeg 700w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Claudio-Micheli-con-una-delle-operatrici-della-Ludobiblio.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Consuelo Gori e Claudio Micheli alla Ludobiblio</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><em>Come nasce l&#8217;idea di creare un gioco da tavolo nel vostro contesto ospedaliero?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Più volte abbiamo immaginato una progettazione che mettesse al centro il gioco da tavolo come strumento per veicolare apprendimento. Il nostro particolare contesto non consente una progettazione mirata all&#8217;apprendimento didattico tradizionale, ma <strong>possiamo sfruttare il potere motivazionale del gioco unito al divertimento per veicolare stimoli importanti come il rispetto delle regole, la condivisione, la cooperazione, la relazione con l&#8217;altro e la fiducia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>Perché avete scelto &#8220;Sushi Go&#8221; come base di partenza?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sushi Go aveva molta presa tra i ragazzi adolescenti che frequentavano la<strong> <a href="https://www.meyer.it/ospedale/accoglienza-bambini-e-famiglie/58-ludoteca">ludoteca Ludobiblio</a></strong>. È un gioco di carte per 2-5 giocatori, dagli 8 anni in su, con partite di 15-20 minuti. La meccanica del draft and pass è molto utile per stimolare memoria, pensiero progettuale e pianificazione. Parlando con i ragazzi è nata l&#8217;idea di renderlo più legato al nostro contesto quotidiano, mantenendo la meccanica vincente ma cambiando l&#8217;ambientazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>Come avete trasformato il tema del sushi in quello dell&#8217;orto?</em> (<em>>> Anche a scuola si può lavorare in questo modo &lt;&lt; >^___^&lt;</em>)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo lavorato sull&#8217;ambientazione legandola al tema dell&#8217;orto e della coltivazione delle piante, così da collegarlo al progetto di orto-giardino che portiamo avanti da oltre 15 anni con i bambini ricoverati. Mantenere la meccanica di scelta e accoppiamento delle carte, ma basandola sulle componenti necessarie per coltivare una piantina, ci è sembrata un&#8217;idea perfetta per collegarsi anche con le produzioni artistiche e i laboratori di manipolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Chi è Camilla Fontana e cosa ha fatto per questo progetto?</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Camilla-Fontana-grafica-del-gioco-Gaetano-lOrtolano-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-15886" style="aspect-ratio:1.333341400842248;width:358px;height:auto" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Camilla-Fontana-grafica-del-gioco-Gaetano-lOrtolano-1024x768.jpeg 1024w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Camilla-Fontana-grafica-del-gioco-Gaetano-lOrtolano-300x225.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Camilla-Fontana-grafica-del-gioco-Gaetano-lOrtolano-768x576.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Camilla-Fontana-grafica-del-gioco-Gaetano-lOrtolano-800x600.jpeg 800w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Camilla-Fontana-grafica-del-gioco-Gaetano-lOrtolano-700x525.jpeg 700w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Camilla-Fontana-grafica-del-gioco-Gaetano-lOrtolano.jpeg 1067w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Camilla Fontana, grafica del gioco Gaetano l&#8217;Ortolano, con Claudio Micheli e Consuelo Gori</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Camilla è una ragazza con un lungo trascorso ospedaliero che conosceva la ludoteca da oltre 15 anni. <strong>Era un&#8217;assidua frequentatrice, aveva sviluppato una relazione profonda con noi educatori e possedeva una naturale inclinazione creativa e artistica</strong>. Ha intrapreso con successo studi all&#8217;Istituto d&#8217;Arte e all&#8217;Accademia, ed era anche un&#8217;ottima appassionata di giochi da tavolo. <strong>Il suo contributo è stato fondamentale per la parte grafica del gioco.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Come funziona &#8220;Gaetano l&#8217;Ortolano&#8221;?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo ridisegnato le carte con elementi del nuovo tema: secchi di terra, concime, semi, acqua, sole, ortaggi, attrezzi. Le regole sono cambiate leggermente, passando dal collezionare ingredienti del sushi a collezionare elementi per la coltivazione, come abbinare terriccio con concime, o agenti naturali come sole e acqua. Abbiamo introdotto carte speciali sugli insetti &#8211; &#8220;insetti buoni&#8221; e &#8220;antipatici parassiti&#8221; &#8211; per spiegare che alcune categorie sono utili alle piante perché tengono lontani gli insetti dannosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quali strumenti avete usato per analizzare e progettare il gioco?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo utilizzato una scheda ludica specifica che analizza diversi aspetti: nome, scopo del gioco, regole, numero di giocatori, età consigliata, ambiente necessario, durata, sistema di punteggi, oggetti necessari, ruoli, tipologia di relazioni, profilo dei giocatori, emozioni suscitate, motivazioni e competenze sviluppate. Questo ci ha permesso di modificare Sushi Go in modo sistematico e professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quali sono stati i momenti più significativi di questo percorso?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo <strong>Camilla</strong> non ha potuto vedere il gioco finito, ma il suo contributo è stato determinante. <strong>Ha portato avanti il lavoro grafico anche quando le sue energie erano compromesse, dimostrando l&#8217;aspetto motivante del gioco e delle relazioni che ne scaturiscono.</strong> Quando &#8220;Gaetano l&#8217;Ortolano&#8221; è stato presentato a FirenzeGioca, la fiera più importante del territorio, nell’edizione 2022 alla Fortezza da Basso: erano presenti tutti i suoi familiari, fieri del segno tangibile che aveva lasciato.</p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow" data-effect="slide" style="--aspect-ratio:calc(1024 / 717)"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img decoding="async" width="1024" height="717" alt="La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-15888" data-id="15888" data-aspect-ratio="1024 / 717" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-1024x717.jpeg" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-1024x717.jpeg 1024w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-300x210.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-768x538.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-700x490.jpeg 700w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022.jpeg 1143w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Mauro Longo (a sinistra), Claudio Micheli e Giovanni Bacaro (gli ultimi due a destra) a FirenzeGioca 2022</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" alt="La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-15889" data-id="15889" data-aspect-ratio="1024 / 576" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F1.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-1024x576.jpeg" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F1.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-1024x576.jpeg 1024w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F1.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-300x169.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F1.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-768x432.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F1.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-700x394.jpeg 700w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F1.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-539x303.jpeg 539w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F1.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022.jpeg 1067w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">Claudio Micheli, Consuelo Gori e Gabriele Mari</figcaption></figure></li><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="705" alt="La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-15887" data-id="15887" data-aspect-ratio="1024 / 705" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F2.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022--1024x705.jpeg" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F2.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022--1024x705.jpeg 1024w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F2.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022--300x207.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F2.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022--768x529.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F2.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022--700x482.jpeg 700w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/F2.La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022-.jpeg 1037w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption">La famiglia di Camilla a FirenzeGioca 2022</figcaption></figure></li></ul><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white" role="button"></a><a class="wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white" role="button"></a><a aria-label="Pause Slideshow" class="wp-block-jetpack-slideshow_button-pause" role="button"></a><div class="wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white"></div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Come avete coinvolto altri pazienti nella progettazione?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La progettualità è stata condivisa con i ragazzi che frequentavano la ludoteca o erano ricoverati nei reparti di lunga degenza. Il loro apporto è stato fondamentale durante i numerosi playtest che hanno permesso di affinare e completare il gioco.<strong>È stato un vero lavoro di squadra che ha coinvolto tutta la comunità ospedaliera.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>Che ruolo ha avuto la formazione professionale in questo progetto?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gaetano nasce dopo alcune formazioni che abbiamo fatto come Game Trainers ed educatori ludici. Questo ci ha permesso di aprire lo spazio mentale alla modifica e progettazione di qualcosa di nuovo, non necessariamente &#8220;originale&#8221; ma funzionale allo scopo educativo. La collaborazione con <strong>Gabriele Mari</strong> (nella foto del panel di FirenzeGioca e in quella con Claudio Micheli) e lo staff di game designers della <strong>Cobblepot Games</strong> ha dato al gioco quell&#8217;aspetto professionale che noi, studiosi del gioco alle prime armi, non avremmo saputo dare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>Come si è evoluto il progetto?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Da Gaetano abbiamo sviluppato <strong>Ortolinea Game</strong>, una <strong>variante collaborativa</strong> che favorisce la trasversalità di utilizzo tra i vari servizi della Cooperativa. Mentre Gaetano è competitivo, Ortolinea permette ad adulti e bambini di allenare memoria di lavoro, capacità di attenzione e inibizione della risposta, lavorando tutti insieme per un obiettivo condiviso. È la dimostrazione di come un gioco può essere modificato per accrescerne il potere inclusivo verso categorie svantaggiate dalle caratteristiche competitive.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quali sono le prospettive future di questo approccio?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ortolinea Game</strong> dimostra la trasversalità del gioco, che può ampliarsi verso la sperimentazione scientifica, la ricerca-azione e l&#8217;educazione ambientale. Questo progetto non sarebbe stato realizzato senza il supporto della Cooperativa Sociale Arca che ha creduto nel percorso finanziandolo. Serve a rendere l&#8217;idea di quante risorse diverse siano necessarie perché una progettazione educativa trovi realizzazione efficace, riunendo competenze e formazioni diverse sotto una finalità comune.</p>



<div class="wp-block-jetpack-slideshow aligncenter" data-effect="slide" style="--aspect-ratio:calc(800 / 600)"><div class="wp-block-jetpack-slideshow_container swiper"><ul class="wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper"><li class="wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" alt="" class="wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-15890" data-id="15890" data-aspect-ratio="800 / 600" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Ludolibro-Meyer-Gaetano-lOrtolano-2.jpeg" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Ludolibro-Meyer-Gaetano-lOrtolano-2.jpeg 800w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Ludolibro-Meyer-Gaetano-lOrtolano-2-300x225.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Ludolibro-Meyer-Gaetano-lOrtolano-2-768x576.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/05/Ludolibro-Meyer-Gaetano-lOrtolano-2-700x525.jpeg 700w" sizes="(max-width: 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<p class="wp-block-paragraph"><br><em>Qual è il messaggio principale che volete trasmettere?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gioco può essere veicolo di sapere e scoperta. La nostra esperienza dimostra come anche dentro un ospedale possano nascere relazioni forti e durature che alimentano la creatività, come si possa nutrire la parte &#8220;sana&#8221; anche in un contesto impregnato dalla malattia. Gaetano l&#8217;Ortolano è il simbolo di come la collaborazione, la creatività e la passione possano trasformare un&#8217;idea in qualcosa di concreto che continua a portare benefici a tanti bambini e famiglie.</p>
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		<title>Play Therapy: il gioco che cura, all’Ospedale pediatrico Meyer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna 'Cenere' Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 06:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gioco]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Micheli]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperativa Sociale Arca]]></category>
		<category><![CDATA[educatore ludico]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[FirenzeGioca]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale pediatrico Meyer]]></category>
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					<description><![CDATA[1 marzo - Giornata Nazionale della Cura

Anche dentro un ospedale, in un momento difficile come quello della malattia, è possibile giocare ed è importante poterlo fare

Ecco come funziona la Play Therapy Ospedale pediatrico Meyer]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Anche dentro un ospedale, in un momento difficile come quello della malattia, è possibile giocare ed è importante poterlo fare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il gioco può portarci dentro e fuori, anche se siamo tra le mura e le finestre di una stanza d’ospedale. Per questo, l’1 marzo &#8211; Giornata Nazionale della Cura, abbiamo voluto fare una chiacchierata con <strong>Claudio Micheli</strong>, educatore della <a href="https://www.arcacoop.org/firenze/">Cooperativa Sociale Arca</a> che opera nell&#8217;Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, già ospite di FirenzeGioca.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Claudio, grazie per aver accettato questa intervista. Qual è il ruolo degli educatori all&#8217;interno dell&#8217;Ospedale Pediatrico Meyer?</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Claudio-Micheli-dove-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-15544" style="aspect-ratio:1.5014971013569471;width:365px;height:auto" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Claudio-Micheli-dove-1024x682.jpeg 1024w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Claudio-Micheli-dove-300x200.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Claudio-Micheli-dove-768x512.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Claudio-Micheli-dove-700x466.jpeg 700w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Claudio-Micheli-dove.jpeg 1201w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Claudio Micheli</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La nostra presenza è inserita nel progetto <strong>Play Therapy</strong>, finanziato dalla Fondazione Meyer. Il nostro obiettivo educativo è sostenere i pazienti durante il percorso di cura attraverso attività di gioco, artistiche, letterarie e creative. La nostra missione è stimolare e preservare quella che definiamo la &#8220;parte sana&#8221; del bambino. <strong>In un contesto ospedaliero c&#8217;è sempre il rischio di centrare tutto sulla malattia, perdendo di vista la totalità del bambino e i suoi bisogni di normalità e socializzazione.&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Al Meyer avete una ludoteca: è lì che “operate”?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il gioco è una delle attività che proponiamo. Ci sono stimolazioni artistiche come pittura, disegno, manipolazione, cartapesta, e attività letterarie con letture ad alta voce spesso collegate a laboratori tematici. La ludoteca è poi diventata <a href="https://www.meyer.it/ospedale/accoglienza-bambini-e-famiglie/58-ludoteca">&#8220;Ludobiblio&#8221;</a> con l&#8217;aggiunta della biblioteca, un luogo dove <strong>genitori, familiari, personale sanitario ed educativo condividono l&#8217;esperienza del giocare insieme ai bambini ricoverati</strong>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Come si è evoluta la tua percezione del gioco nel tempo?</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="534" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Ludobiblio-ospedale-Meyer.jpeg" alt="Ludobiblio-ospedale-Meyer" class="wp-image-15546" style="aspect-ratio:1.4981533078468217;width:376px;height:auto" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Ludobiblio-ospedale-Meyer.jpeg 800w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Ludobiblio-ospedale-Meyer-300x200.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Ludobiblio-ospedale-Meyer-768x513.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Ludobiblio-ospedale-Meyer-700x467.jpeg 700w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Inizialmente credevo che giocare fosse semplicemente un modo per distrarre</strong> i bambini dalle cose brutte che stavano vivendo, per &#8220;donare un sorriso&#8221;. Ma con oltre 15 anni di esperienza ho sviluppato una percezione molto più complessa. <strong>In contesti che si giocano sul filo tra vita e morte</strong>, quando un bambino sceglie di giocare con un educatore, gli dona un ruolo molto importante. <strong>Il gioco è un potentissimo strumento di relazione</strong> che permette agli educatori di superare le difese dei bambini che soffrono, ai pazienti di conoscersi e condividere esperienze, e al personale sanitario di vivere con più serenità la relazione con i pazienti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>Che differenza c&#8217;è tra il gioco come distrazione e il gioco educativo?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il gioco può essere usato per distrarre o come preparazione alle procedure mediche invasive, e questo è documentato in vari studi. Ma il gioco deve essere anche progettato, pensato, studiato per avere i connotati del Game-Based Learning, diventando strumento di apprendimento educativo, sociale e relazionale. <strong>Se progettato da una figura competente, oltre a mantenere il divertimento, il gioco può essere fondamentale per mantenere alta la capacità adattiva, la resilienza, la relazione sociale e la libertà di scelta</strong>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>Come ti sei avvicinato al mondo del gioco?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Come capita spesso, il gioco faceva parte della mia vita da bambino e adolescente, poi è stato abbandonato considerandolo poco serio per l&#8217;età adulta. Quando ho iniziato al Meyer, le mie conoscenze erano ferme ai giochi classici della mia generazione: Monopoli, Risiko, Forza 4. Sono state le mie colleghe ad introdurmi verso nuove tipologie, dai giochi di rapidità a quelli strategici, dai giochi di memoria ai party game. Il gioco è diventato il mio strumento privilegiato di lavoro e una passione da coltivare&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><em>Qual è il valore educativo del gioco in ospedale?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il gioco, insieme ad altre attività artistiche o di lettura, sviluppa soft skills legate alla capacità di instaurare relazioni positive, <strong>avere una percezione più chiara di sé, gestire stress ed emotività, sviluppare pensiero critico e creativo</strong>. In un contesto ospedaliero dove le priorità possono essere distorte dalla malattia, questo è fondamentale. Il nostro lavoro è prendersi cura della parte sana del bambino, permettendo la prosecuzione del suo sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo&#8221;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Unattivita-ludica.jpeg" alt="Unattivita-ludica meyer" class="wp-image-15549" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Unattivita-ludica.jpeg 800w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Unattivita-ludica-300x200.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Unattivita-ludica-768x512.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/02/Unattivita-ludica-700x466.jpeg 700w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><br><em>Come funziona il &#8220;cerchio magico ludico&#8221; in ospedale?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Seguendo Huizinga, cerchiamo di ricreare nella ludoteca questo &#8220;cerchio magico&#8221; con caratteristiche di accoglienza e condivisione. Generiamo la possibilità di instaurare relazioni tra bambini che possono durare anche dopo il gioco. Come diceva Winnicott, &#8220;lo scambio con l&#8217;ambiente attiva la crescita stessa&#8221; e &#8220;il gioco facilita la crescita&#8221;. Permettiamo ai bambini di &#8220;far finta&#8221; e agire &#8220;come se&#8221;, portandoli fuori dal contesto reale che stanno vivendo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Che tipo di utenza frequenta la ludoteca?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La promiscuità del contesto ospedaliero ci permette di accogliere bambini dai 0 agli oltre 18 anni, con diversi tipi di disagio: cognitivo per patologie neurologiche, fisico per malattie che interessano l&#8217;aspetto corporeo, emotivo per ansie legate a procedure invasive. Possiamo osservare il gioco nelle sue fasi diverse: dai piccolissimi che nell&#8217;angolo morbido esplorano la realtà, ai bambini che coltivano il potenziale immaginifico impersonando ruoli diversi, agli adolescenti che usano il gioco per mettersi alla prova in un contesto protetto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Qual è l&#8217;aspetto più importante del tuo lavoro?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;aspetto educativo dell&#8217;utilizzo del gioco sta nei suoi aspetti motivante, coinvolgente e appassionante che hanno lo scopo di impedire l&#8217;atteggiamento di chiusura verso gli altri che potrebbe scaturire da una situazione traumatica. <strong>Offriamo giochi stimolanti per l&#8217;attività cognitiva che incentivano relazione e condivisione, permettendo al bambino di non abbattersi, non perdere la speranza e continuare a implementare le sue abilità.</strong> L&#8217;educatore può essere quella figura che ricuce le distanze tra bambini, mondo genitoriale e sanitario, con il fine della cura generale della persona&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Che messaggio vuoi lasciare ai lettori?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non credo che il gioco abbia poteri particolari o possa risolvere tutti i problemi, ma credo che possa regalare fondamentali momenti di serenità, normalità e crescita ai pazienti. Offrire la possibilità di giocare e fare esperienze in ospedale, sperimentare competizione, cooperazione, sconfitta e vittoria in un setting protetto, è molto importante. <strong>Anche dentro un ospedale, in un momento difficile come quello della malattia, è possibile giocare ed è importante poterlo fare&#8221;.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="422" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/03/Cooperativa-Sociale-Arca.jpeg" alt="" class="wp-image-15553" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/03/Cooperativa-Sociale-Arca.jpeg 800w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/03/Cooperativa-Sociale-Arca-300x158.jpeg 300w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/03/Cooperativa-Sociale-Arca-768x405.jpeg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2026/03/Cooperativa-Sociale-Arca-700x369.jpeg 700w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cooperativa sociale Arca</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
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