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		<title>&#8216;Perdersi nei dettagli&#8217;: un viaggio nell&#8217;arte e nella vita di Roby Il Pettirosso-Ernesto Anderle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica di Spilimbergo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[BeccoGiallo]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Anderle]]></category>
		<category><![CDATA[Roby il Pettirosso]]></category>
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					<description><![CDATA[Raccontare la propria vita &#8211; o pezzetti di essa &#8211; attraverso storie ambientate in un mondo di fantasia. Un qualcosa che hanno fatto in tanti, ma in pochi ci sono riusciti così bene come Ernesto Anderle a.k.a. Roby Il Pettirosso&#160;con il suo ‘Perdersi nei dettagli’...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Raccontare la propria vita &#8211; o pezzetti di essa &#8211; attraverso storie ambientate in un mondo di fantasia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un qualcosa che hanno fatto in tanti, ma in pochi ci sono riusciti così bene come <strong>Ernesto Anderle a.k.a. Roby Il Pettirosso</strong>&nbsp;con il suo ‘<strong>Perdersi nei dettagli</strong>’ (edito da <a href="https://www.beccogiallo.it/">Beccogiallo</a>). Un libro che parla di Ernesto Anderle e della sua arte, ma lo fa attraverso un viaggio, una storia ambientata in una terra di fantasia &#8211; la <strong>Terra di Erand</strong>, nome che nasce dalla crasi del nome con il cognome ma che niente ha da invidiare a quello di una terra magica &#8211; che esploriamo, spostandoci in contee diverse e incontrando personaggi diversi. Un viaggio, dicevamo, che &#8211; attraverso poetiche metafore &#8211; fa conoscere più da vicino il percorso artistico di Anderle e di come si sia, ad esempio, approcciato al raccontare la vita e le opere di altri artisti.+</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="731" height="1024" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-731x1024.jpg" alt="" class="wp-image-13981" style="width:208px;height:auto" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-731x1024.jpg 731w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-214x300.jpg 214w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-768x1075.jpg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-700x980.jpg 700w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina.jpg 800w" sizes="(max-width: 731px) 100vw, 731px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Pagina dopo pagina, si scopre un mondo, profondo ma proposto in modo leggero. Ed ecco che la nascita di Roby Il Pettirosso, un uccellino dai tratti semplici e l’aria dolce come il suo omologo in penne e piume, che da anni accompagna le tavole di Anderle è tanto semplice da essere quasi una favola essa stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un libro per parlare di sé, con richiami resi più chiari da flash di vita reale, utili da usare come ‘bussola’ nel viaggio nelle <strong>Terre di Erand</strong>, dove uno dei personaggi più importanti, il Cavaliere eroe, si chiama come il padre dell’autore, scritto al contrario. Una figura importante che scopriamo essere scomparso troppo presto dalla vita di Ernesto, ma la cui influenza è tutt’oggi molto forte, forse determinante per quello che oggi è Ernesto-Roby.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tavole che illustrano questo viaggio introspettivo abbracciano tutto il vasto mondo del Pettirosso: dai disegni più lievi e con colori tenui, a quello dai tratti più scuri e netti, che danno un senso di drammaticità e tensione alla storia, per chiudere il libro con un autoritratto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro scorre, alla scoperta di un mondo interiore che intuiamo ricchissimo e che ci viene presentato ora con i disegni, ora con i colori, ora con le parole, ma la sensazione è che quello che percepiamo sia solo una parte di quello che realmente è e che le opere a volte parlano molto più delle parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">In molti, come dicevo, hanno usato l’espediente della creazione di una storia per raccontarsi. In pochi, però, ci sono riusciti in modo così efficace e poetico allo stesso tempo come è riuscito in ‘Perdersi nei dettagli’ Ernesto-Roby.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.facebook.com/robyilpettirosso/?locale=it_IT.">La pagina fb di Roby il Pettirosso</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="750" height="1000" data-id="13980" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/Roby-rotated.jpg" alt="" class="wp-image-13980" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/Roby-rotated.jpg 750w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/Roby-225x300.jpg 225w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/Roby-600x800.jpg 600w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/Roby-700x933.jpg 700w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="692" height="1024" data-id="13978" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/tavola-cavaliere-692x1024.jpg" alt="" class="wp-image-13978" srcset="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/tavola-cavaliere-692x1024.jpg 692w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/tavola-cavaliere-203x300.jpg 203w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/tavola-cavaliere-768x1136.jpg 768w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/tavola-cavaliere-700x1036.jpg 700w, https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2024/12/tavola-cavaliere.jpg 811w" sizes="(max-width: 692px) 100vw, 692px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>«Una canzone deve emozionarmi: quelle di Murubutu sono come fare un viaggio da cui non torni mai uguale a prima»: Roby il Pettirosso racconta il suo &#8216;Murubutu -Rap-Conti Illustrati&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica di Spilimbergo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 15:06:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[BeccoGiallo]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Anderle]]></category>
		<category><![CDATA[Murubutu]]></category>
		<category><![CDATA[Roby il Pettirosso]]></category>
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					<description><![CDATA[Giò Piccione, il colombo appassionato di arte che, ogni tanto (bontà sua), scrive qualcosa, ci ha inviato il resoconto di una sua chiacchierata con un altro pennuto, Roby il Pettirosso. Gattaiola.it è felice di accogliere nelle sue pagine questa &#8216;piumata&#8217; intervista.&#62;^_^&#60; Accennavano i primi tepori...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Giò Piccione</strong>, il colombo appassionato di arte che, ogni tanto (bontà sua), scrive qualcosa, ci ha inviato il resoconto di una sua chiacchierata con un altro pennuto, <strong>Roby il Pettirosso</strong>. Gattaiola.it è felice di accogliere nelle sue pagine questa &#8216;piumata&#8217; intervista.</em><br>&gt;^_^&lt;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accennavano i primi tepori primaverili, quando ho incontrato <strong><a href="https://www.facebook.com/robyilpettirosso/">Roby il Pettirosso</a></strong>, reduce da una trasferta bolognese. Ancora non era scoppiato tutto questo tremendo caos che ha messo a repentaglio il nostro vivere quotidiano. Sì, anche il nostro di piccioni urbani, perché vivendo io nel campanile di San Michele e avendo chiuso il Taddeucci, non posso infilarmi dentro e, zampettando allegramente, mangiarmi tutte le briciole dei loro buonissimi dolci e, soprattutto, del buccellato, compiendo peraltro anche un servizio di pulizia gratuito che nessuno pensa mai a pagarmi, cosa della quale, prima o poi, si dovrà discutere con i titolari.<br>Ma sto divagando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dicevo: si sentivano nell’aria i primi sentori della primavera che oramai stava alle porte, quando ho incontrato <strong>Roby il Pettirosso</strong>. E di questo voglio raccontarvi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/roby5.jpg?w=960" alt="" class="wp-image-6768" width="223" height="223" /><figcaption>Roby il Pettirosso<br></figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">Intanto chi è il Pettirosso? E’ un <strong>gentilissimo pennuto</strong>, molto sensibile e, proprio la sua sensibilità è quel qualcosa in più che lo fa notare nel mondo dell’arte. I suoi lavori sono, infatti, sempre molto ‘lievi’. <br>No, non sono leggeri. Anzi. Spesso hanno un peso molto maggiore di quello che si potrebbe pensare guardando il tratto lieve e i colori chiari. Raccontano storie che fanno riflettere. Riportano parole che fanno pensare.<br>Non è una cosa da poco e, soprattutto, è meno comune di quanto si possa credere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://gattaiola.it/2019/12/03/ernesto-anderle-roby-il-pettirosso-si-racconta-tra-libri-pubblicati-progetti-futuri-e-passeggiate-nel-bosco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lo avevo conosciuto a novembre, a Lucca Comics &amp; Games</a>. Già in quell’occasione ne avevo apprezzato i modi di fare e, parlandoci, avevo trovato conferma di quello che avevo visto nelle sue tavole: una sensibilità davvero fuori dal comune.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/02/image4.jpg?w=756" alt="" class="wp-image-6602" width="229" height="309" /><figcaption>La copertina del libro</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ci incontrammo, mi raccontò anche dei progetti futuri, dei quali però non poteva svelare granché. Così questa volta, abbiamo parlato di<strong> <a rel="noreferrer noopener" href="https://gattaiola.it/2020/02/06/rap-conti-illustrati-roby-il-pettirosso-da-forma-alle-parole-di-murubutu/" target="_blank">‘Rap-Conti illustrati</a>’</strong>, libro nel quale dà forma e figura ad alcune delle storie che <strong>Murubutu</strong> mette invece in parole e musica e che ci aveva annunciato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Due mondi artistici contigui seppur diversi </strong>che, entrando in una sorta di collisione, hanno dato vita a qualcosa di unico: da una parte c’è stata l’esperienza dei live di Murubutu con le performance di disegno live di Roby il Pettirosso e dall’altra ha dato vita a questo libro, che ‘racconta’ in modo diverso i brani di Murubutu.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due mondi figurativi che usano mezzi diversi, ma che, alla fine, sono molto simili: se a Roby servono le parole per creare immagini, Murubutu non perde occasione per dimostrare invece che le parole si possono usare per dare vita a mondi fatti di storie e immagini talmente vivi da vederseli sfilare davanti, solo ascoltando quelle parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma forse sto nuovamente divagando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questo e di molto altro ho parlato proprio con Roby il Pettirosso, al quale l’esperienza bolognese è piaciuta molto. Già, perché proprio in quella città si è tenuto il <strong>Nerd Show</strong> (<a href="https://gattaiola.it/2020/02/10/nerd-show-bologna-2020-le-foto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qua si possono federe un sacco di foto</a>), dove ha debuttato lo spettacolo pensato per il libro ‘Rap-Conti’: un qualcosa sospeso tra presente e passato, tra musica e immagini che fa comprendere come questi mondi si possano fondere tra loro e dare vita a un universo parallelo nel quale tuffarsi. «<em>A Bologna</em> – racconta – <em>è andata molto bene. Lo spazio era grande e bene organizzato. Abbiamo fatto una specie di prima data: è stato un concerto molto particolare. Immagina che c’era solo Murubutu che cantava e io che disegnavo. E’ stata una cosa molto bella, molto intima. E’ andata bene anche la parte dell’intervista e il firmacopie. Mi è piaciuta come esperienza</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Già a novembre avevamo parlato di questo tuo nuovo libro, mi dici com’è nato?</strong><br>«<em>In realtà, come ti raccontavo l’altra volta, l’idea di una graphic novel su Murubutu è venuta all’editore <a href="http://www.beccogiallo.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BeccoGiallo</a>, al quale piace molto Murubutu e che aveva visto quello che avevo già fatto per delle sue canzoni e lo ha proposto a tutti e due, me e Murubutu. Io ho accettato molto volentieri, perché comunque l’idea era nell’aria: avevo molto materiale. Diciamo che l’editore ha dato il ‘là’ e siamo partiti con questo libro</em>».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/murubutu-ritratto.jpg?w=640" alt="" class="wp-image-6765" width="292" height="164" /><figcaption>Murubutu visto da Roby il Pettirosso</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Insomma, l’editore ha fatto un po’ da ‘direttore d’orchestra’, ma cosa ti piace delle canzoni di Murubutu? Cosa ti fa prendere i colori quando le senti?</strong><br>«<em>Delle sue canzoni mi piace la <strong>sua abilità nel descrivere i paesaggi</strong>. Ma soprattutto mi piace la <strong>sua attenzione nel descrivere la natura</strong>, le piante, i fiori, in base alle stagioni. Poi, ci sono i personaggi, sempre ben delineati: certo le sue canzoni sono spesso tragiche. Direi che <strong>Murubutu indaga sulla sofferenza umana</strong> e, quindi, c’è sempre qualcosa da imparare e qualche domanda da porsi ascoltando i suoi testi. Ecco perché mi piace molto. <strong>Perché dopo aver ascoltato un suo album ne esci un po’ diverso, come quando torni da un viaggio</strong>»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per te, come artista, è stato facile rapportarti a un altro artista?</strong><br>«<em>E’ nata una sorta di sintonia tra me e Murubutu. Come ti dicevo, lui descrive molto e bene la natura. A me piace disegnarla. E questo è stato un ottimo punto di incontro che ha reso facile il processo creativo: avevamo questo forte punto in comune. Poi, essendo io un suo fan da tempo, diciamo che ho sempre ascoltato le sue canzoni e ce le avevo in testa. Nella mia mente avevo già le immagini legate ai testi, così il libro è venuto fuori senza troppe complicazioni</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma hai scelto te le canzoni da illustrare?</strong><br>«S<em>ì, le ho scelte io. Ho scelto quelle che mi emozionavano di più, quelle che sentivo, in qualche modo, più ‘mie’, più vicine al mio essere. In sostanza, quelle che mi hanno generato delle immagini in testa quando le ho sentite</em>».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/murubutu-12.jpg?w=670" alt="" class="wp-image-6767" width="278" height="390" /><figcaption>L&#8217;attenzione alla natura come punto comune</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Va bene che sei chiamato ‘lo Chopin dell’aria’ per il tuo canto, ma è un dato di fatto che hai un rapporto molto stretto con la musica. Mi incuriosisce capire cosa ti attira in un brano….</strong><br>«<em>In realtà, ci sono varie cose. <strong>In primis l’emozione</strong>. Per me è fondamentale. Una canzone deve emozionarmi: mi è capitato spesso di piangere ascoltando una canzone. Poi, per me è importante il messaggio che una canzone dà: magari può essere una canzone vecchia, ma è importante che <strong>il messaggio sia attuale</strong> e penso che sia utile per il momento storico che stiamo vivendo. Solitamente cerco di essere utile divulgando sì la canzone, ma anche il messaggio, anche se, ovviamente, è visto con i miei occhi»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Com’è stato per te stare sul palco invece che sotto il palco (o sopra nel nostro pennuto caso)?</strong><br>«<em>Guarda, è stata un’esperienza esaltante, ma, al tempo stesso,<strong> è come se io non ci fossi</strong>, <strong>perché sono assorto nel disegnare</strong>. Sai, raramente alzo la testa per guardare il pubblico: dovendo disegnare in tempo reale e non potendo permettermi errori, <strong>sono concentratissimo su quello che sto facendo</strong>. Ti immagini se sbaglio qualcosa mentre disegno in tempo reale? Non ho tempo di correggere, di cambiare, tutti se ne accorgono immediatamente. Quindi, da quando salgo sul palco, vado nel mio mondo. E’, magari, è dopo, a casa o in albergo, che ripenso a quello che è successo, a cosa ho vissuto. Sul momento sono troppo concentrato per vivermi l’emozione del palcoscenico</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mi ha colpito molto la definizione dello spettacolo che ha dato Murubutu e, cioè, che è un po’ come un ritorno al Medioevo, con la figura del menestrello e quella dell’illustratore. E’ un’immagine molto vivida che rende bene l’idea: tu come la vivi e vedi?</strong><br>«<em>Da quello che ci dice il pubblico, ne viene fuori uno spettacolo completo. E’ un po’ come se i disegni completassero lo spettacolo. Mi spiego meglio: un concerto è uno spettacolo a se stante, però se dietro c’è un disegno che si sta componendo in tempo reale, <strong>lo spettacolo nel suo insieme appaga anche gli occhi, oltre che le orecchie e il cuore</strong></em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo progetto cosa ha regalato alla tua vita?</strong><br>«<em><strong>La cosa fondamentale, per me, è stata quella di avere un contato con così tanta gente</strong>. Di solito sono abbastanza solitario, quindi, non avrei mai pensato di trovarmi di fronte, magari, a duemila persone che apprezzano quello che fai e te lo dimostrano, ringraziandoti o chiedendoti di fare un disegno. E’ una cosa nuova e appagante per me che, comunque, sono sempre da solo a disegnare sul mio banco, in montagna, da eremita. Invece, poi, improvvisamente mi trovo a Roma, in mezzo al casino più totale, con la gente che urla. Questo mi fa bene, perché rompe un po’ quella solitudine che io amo. Ma amo anche stare in mezzo alla gente e questo regalo me lo ha fatto proprio questa esperienza</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non rompiamo le tradizioni e facciamo una domanda che nelle interviste serie, quelle degli umani, non manca mai e anche noi pennuti ci adeguiamo, no?? Che progetti hai per il futuro?</strong><br>«<em>Ho vari progetti in realtà, sai? Nel 2020 dovrebbero uscire <strong>tre libri</strong>. Uno è quella graphic novel che ti avevo detto: un mio progetto a cui tengo molto. Il secondo è incentrato su un artista e il terzo progetto è una sorpresa per Natale</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai, qualche indizio su quello sull’artista? Sarà sempre a tema musicale o cambiamo arte?</strong><br>«<em>Si cambia arte: non più musica, ma un pittore. Un altro pittore dopo Van Gogh</em>».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/raffaello.jpg?w=720" alt="" class="wp-image-6771" width="255" height="340" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo è stato, in questo caso, galantuomo e ci ha svelato che si tratta di un libro incentrato su <strong>Raffaello</strong> e la sua arte <a href="https://www.facebook.com/robyilpettirosso/photos/a.1401198423236246/3155064271182977/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ed è stato annunciato proprio nel giorno del compleanno del grande artista</a>. Si sa poco o niente, se non che si avvale dei testi di <strong>Chiara Stigliani</strong> e che, a breve, dovrebbe essere nelle librerie: «<em>Sono molto contento</em> – conclude il Pettirosso – <em>sono cose che mi sento dentro. In questo momento sono un po’ come un fiume in piena e sto mettendo su carta un sacco di cose</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come non essere felici di questo? Un periodo prolifico per un artista è conseguentemente un bel periodo anche per chi ama la sua arte. Non resta che ringraziare Roby il Pettirosso per questa piacevole chiacchierata e augurargli di dispiegare sempre le sue ali sul mondo dell’arte, facendocela vedere e apprezzare attraverso il suo sguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Giò Piccione<br>per Gattaiola.it</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/ernesto-anderle-1-720x400-1.jpg?w=720" alt="" class="wp-image-6766" width="389" height="216" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">[<em><strong>Un ringraziamento veramente speciale va ad Ernesto Anderle – aka Roby il Pettirosso – per essersi prestato a farsi intervistare da un piccione: grazie! FdS</strong></em>]</p>
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		<title>Ernesto Anderle/Roby il Pettirosso, si racconta tra libri pubblicati, progetti futuri e passeggiate nel bosco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica di Spilimbergo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 07:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lucca Comics and Games]]></category>
		<category><![CDATA[BeccoGiallo]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Anderle]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Comic]]></category>
		<category><![CDATA[Roby il Pettirosso]]></category>
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					<description><![CDATA[«Mi piace camminare per i boschi nel mio tempo libero». Risponde così, Ernesto Anderle, meglio conosciuto come Roby il Pettirosso, alla domanda su come gli piaccia impegnare il tempo nel quale non lavora. E non si stenta a credergli, anche solo guardando le sue opere,...]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2019/12/roby4.jpg?w=1024" class="wp-image-6544" width="268" height="134" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">«Mi piace camminare per i boschi nel mio tempo libero». Risponde così, <strong>Ernesto Anderle</strong>, meglio conosciuto come <strong>Roby il Pettirosso</strong>, alla domanda su come gli piaccia impegnare il tempo nel quale non lavora. E non si stenta a credergli, anche solo guardando le sue opere, che, generalmente si ispirano alle parole e, guardando oltre il mero significato, ne danno una lettura che va diritto al cuore del significato più profondo di quelle parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Lucca Comics and Games 2019</strong> ha presentato due volumi, quello uscito la scorsa primavera ‘<strong>Vincent Van Love</strong>’ e quello appena uscito, ‘<strong>Ridammi la mano</strong>’ su <strong>Fabrizio De André</strong>, ambedue pubblicati da <strong><a href="http://www.beccogiallo.it/">Beccogiallo</a></strong>. Ed è proprio in una pausa tra un incontro e l’altro, nell’ultimo giorno di manifestazione, che lo abbiamo incontrato e ci abbiamo fatto una chiacchierata.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2019/12/roby5.jpg?w=960" class="wp-image-6547" width="235" height="235" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come mai hai scelto di firmare con il <em>nom de plume</em> Roby il Pettirosso?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Inizialmente ho pensato che Robin in inglese significa ‘pettirosso’ e, abbreviando, ho chiamato questo personaggio Roby il Pettirosso. La sua <a href="https://www.facebook.com/robyilpettirosso/">pagina Facebook</a> ha subito riscosso apprezzamento. Devo ammettere che in fondo, mi piace stare dietro a Robin, mi dà un senso di libertà che diversamente non sentirei».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come nasce l’idea di un libro su Fabrizio De André, artista sul quale vi sono già varie graphic novel e in cosa differisce il tuo rispetto agli altri?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Avevo illustrato delle canzoni di De André sulla pagina Fb di Roby il Pettirosso e alla casa editrice BeccoGiallo sono piaciute molto, tanto da propormi di metterle insieme e, aggiungendoci qualche inedito, e realizzare ‘<em>Ridammi la mano</em>’. E’ comunque un libro che era nell’aria da tempo, perché speravo fortemente di realizzarlo. Per quanto riguarda le altre pubblicazioni, ritengo che ognuno abbia una sua visione e una sua interpretazione e, quindi, non ci sono mai sovrapposizioni. Quello che so è che la mia non ha molto in comune con quello che ho visto finora. In realtà, &#8216;<em>Ridammi la mano&#8217;</em> non è nemmeno una graphic novel, ma è un misto: c’è un po’ di fumetto e un po’ di illustrazione».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2019/12/roby1.jpg?w=1024" class="wp-image-6546" width="257" height="129" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non hai dato esclusivamente una ‘lettura visiva’ a canzoni intere, ma anche alle frasi: quest’ultime come le hai scelte?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sono quelle che mi piacciono di più o quelle che mi hanno colpito maggiormente quando ascoltavo le canzoni e, quindi, sono diventate pagine del libro».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>…E poi c’è il libro su Vincent Van Gogh, anche in questo caso, una ‘lettura’ particolare dell’artista: come nasce questo lavoro?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Nasce da una passione: ho letto le lettere al fratello Theo e mi sono appassionato all’uomo. Ho iniziato a illustrarle e, alla fine, il tutto si è trasformato in una pubblicazione, ‘<em>Vincent Van Love</em>’, appunto».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2019/12/roby2.jpg?w=744" class="wp-image-6545" width="217" height="299" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma a te piace Van Gogh? Nell’incontro di presentazione dei libri della tua casa editrice, hai detto che ti piaceva relativamente…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Pittoricamente lo trovo bravissimo anche se ammetto che, quando andavo a scuola, non rientrava proprio nei miei gusti. Gli preferivo, ad esempio, un Caravaggio. Adesso no, posso dire di apprezzarne tutte le sfumature, ma, detto questo, mi interessa di più l’uomo, la persona e su questa lavoro».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La domanda, a questo punto, è d’obbligo: qual è la corrente pittorica che preferisci?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Forse l’Impressionismo, ma mi piacciono molto anche i quadri del Seicento: amo Rembrandt, adoro Caravaggio e la sua luce».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2019/12/murubutu.jpg?w=960" class="wp-image-6549" width="243" height="217" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tu sei stato protagonista di un qualcosa di assolutamente particolare, come illustrare sul palco i brani durante un concerto e parlo di alcune date del ‘Tenebra è la notte tour’ di Murubutu: com’è stata questa esperienza?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Per me è stato molto utile, perché mi ha insegnato a non aver paura del pubblico. Mi ha anche insegnato a stare in mezzo a tante persone, mentre, ad essere sincero, non mi allettava più di tanto essere su un palco. Alla fine, però, è stato piacevole. Poi, Murubutu è una persona squisita, di compagnia molto piacevole e che arricchisce molto».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In un’intervista a Murubutu ho letto che state lavorando a una graphic novel sulle sue canzoni: ci puoi dire qualcosa in merito?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ti posso dire che dovrebbe uscire a metà febbraio e che, di fatto, chiude la trilogia. Avrà il tono degli altri due libri e, quindi, non sarà una graphic novel classica. Sarà incentrata sulle frasi delle canzoni, ma, al tempo stesso, ci saranno anche frasi sue che non hanno niente a che vedere con i pezzi. Per ora però non si può dire altro».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri progetti in cantiere?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sto lavorando a una graphic novel di stampo più tradizionale, con una storia che si sviluppa dall’inizio alla fine, senza illustrazioni, senza citazioni. Un lavoro più classico, insomma».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2019/12/roby3.jpg?w=942" class="wp-image-6543" width="186" height="202" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ci provo: la trama? Qualche indizio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">[ride] «No, davvero non posso, per ora è top secret».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ringraziandolo per aver trovato il tempo per una chiacchierata davanti a un caffè, in giornate che definire ‘concitate’ è ancora eufemistico, ci lasciamo e Roby il Pettirosso torna a volare libero sull&#8217;arte, facendocela vedere con i suoi occhi che, ogni volta, riescono a dare risalto a <em>&#8216;quel particolare&#8217; </em>che, diversamente, forse, sarebbe sfuggito.</p>
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