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		<title>Le visioni di Roberto Innocenti in mostra a Scandicci tra fiaba, memoria e realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Miao]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 16:55:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Dario Dino-Guida]]></category>
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<p>Tra realtà e immaginazione si muove il lavoro di <strong>Roberto Innocenti</strong>, a cui è dedicata una mostra diffusa a <strong>Scandicci</strong>, articolata tra il <strong>Castello dell’Acciaiolo</strong> e la <strong>Biblioteca comunale di Scandicci</strong>. L’esposizione, intitolata<strong> “Dal sogno al segno. Le fiabe che ci guardano, le case che ci ricordano, la storia che ci guida”</strong>, apre al pubblico il<strong> 18 aprile</strong> e ripercorre il percorso artistico di un illustratore che ha costruito nel tempo una solida reputazione anche fuori dall’Italia.</p>



<p></p>



<p>Il progetto nasce da un’iniziativa del Comune di Scandicci insieme a <strong>Lucca Crea</strong> e prosegue una collaborazione avviata con una precedente <strong>mostra dedicata a Sergio Staino</strong>. La cura è affidata a <strong>Pio Corveddu</strong>, <strong>Dario Dino-Guida</strong> e <strong>Giulia Dorati</strong>.</p>



<p></p>



<p>Nelle sale del Castello dell’Acciaiolo si sviluppa la parte più legata all’immaginario narrativo. Qui le fiabe tradizionali prendono forma attraverso reinterpretazioni che spostano tempi e ambientazioni: la Cenerentola diventa una storia collocata nell’Inghilterra degli anni Venti, mentre Cappuccetto Rosso si muove in un contesto urbano contemporaneo, fatto di periferie e luci artificiali. Anche racconti come Lo Schiaccianoci o il A Christmas Carol vengono riletti in modo da mantenere un legame con il presente. Non manca il Le avventure di Pinocchio, che trova nelle tavole di Innocenti una restituzione particolarmente dettagliata.</p>



<p></p>



<p>Accanto alla dimensione fiabesca, emerge anche un’attenzione alla storia. Opere come “La Rosa Bianca” e “La storia di Erika” affrontano il tema della Seconda guerra mondiale e della deportazione ebraica con uno stile sobrio, evitando effetti retorici ma mantenendo una forte capacità evocativa.</p>



<p></p>



<p>La Biblioteca comunale ospita invece un’altra parte della produzione dell’artista, più legata alla grafica e alla satira. Qui si trovano lavori meno noti, tra cui materiali inediti e un episodio immaginario aggiuntivo di Pinocchio, costruito come se fosse un capitolo perduto. In questo spazio emerge un tratto più ironico e critico, affiancato anche da manifesti realizzati per il Comune e per campagne pubbliche, tra cui quella sul diritto di voto ai diciottenni.</p>



<p></p>



<p>I<strong>l percorso biografico di Innocenti </strong>aiuta a comprendere l’origine di questo sguardo. Nato nel 1940 a Bagno a Ripoli, lascia presto la scuola per lavorare, iniziando in una fonderia. In seguito si avvicina al disegno e si trasferisce a Roma, dove entra nel mondo dell’animazione e della grafica. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta sceglie di dedicarsi all’illustrazione per l’editoria. L’incontro con l’illustratore svizzero Étienne Delessert segna un passaggio importante: da lì prende forma anche “La Rosa Bianca”, che contribuirà alla sua affermazione internazionale.</p>



<p></p>



<p>Nel corso degli anni ha illustrato numerosi classici della letteratura, sviluppando uno stile riconoscibile per la ricchezza dei dettagli e la costruzione complessa delle scene. Questo lavoro gli è valso diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Hans Christian Andersen nel 2008, che lo rende l’unico illustratore italiano ad averlo ricevuto.</p>



<p></p>



<p>La mostra di Scandicci restituisce così un quadro articolato della sua attività, mettendo insieme dimensione narrativa, impegno civile e sperimentazione grafica, senza separare nettamente questi aspetti ma lasciandoli dialogare tra loro.</p>



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