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	<title>Gattaiola | </title>
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		<title>&#8216;Storie d&#8217;amore con pioggia&#8217;: Roby il Pettirosso dà forma e figura alle parole di Murubutu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica di Spilimbergo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[BeccoGiallo Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Murubutu]]></category>
		<category><![CDATA[Roby il Pettirosso]]></category>
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					<description><![CDATA[Era troppo ghiotta la tentazione di dare forma alle vivide immagini nate dalla penna di Murubutu in ‘Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali’, perché Roby il Pettirosso non lo facesse.Era questione di tempo. E, infatti, il libro ‘Storie d’amore con...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Era troppo ghiotta la tentazione di dare forma alle vivide immagini nate dalla penna di <strong>Murubutu</strong> in ‘<strong>Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali</strong>’, perché<strong> Roby il Pettirosso</strong> non lo facesse.<br>Era questione di tempo. <br>E, infatti, il libro ‘<strong>Storie d’amore con pioggia</strong>’ è uscito la scorsa settimana per <strong><a href="https://beccogiallo.it/">BeccoGiallo edizioni.</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il concept</strong> è lo stesso di ‘<strong><a href="https://gattaiola.it/2020/02/06/rap-conti-illustrati-roby-il-pettirosso-da-forma-alle-parole-di-murubutu/ù">Rap-Conti illustrati’</a></strong>: da una parte c’è l’interpretazione del Pettirosso (al secolo Ernesto Anderle) di alcuni dei brani dell’album e, dall’altra, ci sono i contributi di Murubutu (ossia, Alessio Mariani) che aggiungono quel &#8216;qualcosa in più&#8217; al testo dei brani e alle illustrazioni.<br>A volte, anche una frase è utile per comprendere meglio tutto il senso di un’opera, così come vederne l’interpretazione grafica di un artista sensibile come Anderle riesce sicuramente a far cogliere dettagli e particolari che, forse, il solo ascolto di un pezzo avrebbe nascosto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un punto di vista prettamente grafico, questo lavoro di Roby il Pettirosso ne <strong>conferma la crescita</strong> che si era già evidenziata nelle sue ultime pubblicazioni. Le sue tavole non solo raccontano la storia che si dipana tra le strofe delle canzoni, ma lo fa perfino con maggiore intensità rispetto al passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tratti abbandona lo stile che lo ha contraddistinto, sempre molto solare, e lo piega all’atmosfera ‘piovosa’ dei testi, fino a dare vita a tavole che hanno addirittura dell’inquietante, come nell’illustrazione dell’intro ‘<em>Ode alla pioggia</em>’.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne ‘<em>Il migliore dei mondi’</em>, invece, si ritrova lo stile del Pettirosso, ma anche qua dimostra una crescita. Un brano, questo, che deve averlo colpito parecchio, visto che lo ha illustrato così dettagliatamente e che, come disegni e soggetti, si fa riconoscere immediatamente come una sua opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quando deve parlare di una battaglia, quella descritta in ‘<em>XII Legio Fulminata’</em>, ecco che troviamo un Anderle più ‘oscuro’, che sa mettere in evidenza anche gli angoli bui della storia raccontata da Murubutu.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei brani più ‘colorati’ dell’album di Murubutu ha ispirato Anderle una serie di tavole in bianco e nero: è ‘<em>Multiverso</em>’: disegni essenziali per illustrare un testo che ha già di per sé molto da dire. Forse – ma qua siamo nel mondo delle ipotesi – sono stati proprio i colori del testo a portare Il Pettirosso a scegliere il bianco e nero per illustrarli. In tutti i casi, anche qua dimostra maturità nel segno e nella composizione.<br>Eppure, proprio la mancanza di colore nei disegni del Pettirosso riesce a mettere ancora più in evidenza la vividezza delle immagini create con le parole da Murubutu. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto sommato, quindi, ‘<strong>Storie d’amore con pioggia</strong>’ è un libro interessante da più punti di vista: oltre a essere <strong>l&#8217;ennesima prova della sensibilità artistica di Anderle</strong>, ha anche un altro paio di peculiarità non da poco. Da una parte, infatti, non può che rendere felici coloro che amano lo stile di Roby il Pettirosso, dall’altra, non può che essere apprezzato da chi ama i brani di Murubutu.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un libro che riesce ad avvicinare a testi sicuramente non facilissimi un pubblico (quello dei fumetti e delle illustrazioni) che – forse – non sarebbe arrivato a Murubutu e, nello stesso modo, porta chi ama quelle canzoni, verso la Nona Arte. E già questo basta e avanza come risultato. <br>In più, ci si può aggiungere, che è il terzo tassello della ‘veste grafica’ dei ‘racconti in musica’ di Murubutu (oltre a ‘Rap-conti illustrati’, infatti, c’è anche ‘<strong>Dante a tempo di rap</strong>’), disegnando – ed è il caso di dirlo – una strada che porta alla fusione di diverse arti.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="3739" height="2597" data-id="10271" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2023/06/cinque.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-10271" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="3940" height="2939" data-id="10280" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2023/06/tre.jpg?w=1024" alt="" class="wp-image-10280" /></figure>
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		<title>«Una canzone deve emozionarmi: quelle di Murubutu sono come fare un viaggio da cui non torni mai uguale a prima»: Roby il Pettirosso racconta il suo &#8216;Murubutu -Rap-Conti Illustrati&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica di Spilimbergo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 15:06:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[BeccoGiallo]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Anderle]]></category>
		<category><![CDATA[Murubutu]]></category>
		<category><![CDATA[Roby il Pettirosso]]></category>
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					<description><![CDATA[Giò Piccione, il colombo appassionato di arte che, ogni tanto (bontà sua), scrive qualcosa, ci ha inviato il resoconto di una sua chiacchierata con un altro pennuto, Roby il Pettirosso. Gattaiola.it è felice di accogliere nelle sue pagine questa &#8216;piumata&#8217; intervista.&#62;^_^&#60; Accennavano i primi tepori...]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Giò Piccione</strong>, il colombo appassionato di arte che, ogni tanto (bontà sua), scrive qualcosa, ci ha inviato il resoconto di una sua chiacchierata con un altro pennuto, <strong>Roby il Pettirosso</strong>. Gattaiola.it è felice di accogliere nelle sue pagine questa &#8216;piumata&#8217; intervista.</em><br>&gt;^_^&lt;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accennavano i primi tepori primaverili, quando ho incontrato <strong><a href="https://www.facebook.com/robyilpettirosso/">Roby il Pettirosso</a></strong>, reduce da una trasferta bolognese. Ancora non era scoppiato tutto questo tremendo caos che ha messo a repentaglio il nostro vivere quotidiano. Sì, anche il nostro di piccioni urbani, perché vivendo io nel campanile di San Michele e avendo chiuso il Taddeucci, non posso infilarmi dentro e, zampettando allegramente, mangiarmi tutte le briciole dei loro buonissimi dolci e, soprattutto, del buccellato, compiendo peraltro anche un servizio di pulizia gratuito che nessuno pensa mai a pagarmi, cosa della quale, prima o poi, si dovrà discutere con i titolari.<br>Ma sto divagando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dicevo: si sentivano nell’aria i primi sentori della primavera che oramai stava alle porte, quando ho incontrato <strong>Roby il Pettirosso</strong>. E di questo voglio raccontarvi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/roby5.jpg?w=960" alt="" class="wp-image-6768" width="223" height="223" /><figcaption>Roby il Pettirosso<br></figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">Intanto chi è il Pettirosso? E’ un <strong>gentilissimo pennuto</strong>, molto sensibile e, proprio la sua sensibilità è quel qualcosa in più che lo fa notare nel mondo dell’arte. I suoi lavori sono, infatti, sempre molto ‘lievi’. <br>No, non sono leggeri. Anzi. Spesso hanno un peso molto maggiore di quello che si potrebbe pensare guardando il tratto lieve e i colori chiari. Raccontano storie che fanno riflettere. Riportano parole che fanno pensare.<br>Non è una cosa da poco e, soprattutto, è meno comune di quanto si possa credere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://gattaiola.it/2019/12/03/ernesto-anderle-roby-il-pettirosso-si-racconta-tra-libri-pubblicati-progetti-futuri-e-passeggiate-nel-bosco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lo avevo conosciuto a novembre, a Lucca Comics &amp; Games</a>. Già in quell’occasione ne avevo apprezzato i modi di fare e, parlandoci, avevo trovato conferma di quello che avevo visto nelle sue tavole: una sensibilità davvero fuori dal comune.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/02/image4.jpg?w=756" alt="" class="wp-image-6602" width="229" height="309" /><figcaption>La copertina del libro</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ci incontrammo, mi raccontò anche dei progetti futuri, dei quali però non poteva svelare granché. Così questa volta, abbiamo parlato di<strong> <a rel="noreferrer noopener" href="https://gattaiola.it/2020/02/06/rap-conti-illustrati-roby-il-pettirosso-da-forma-alle-parole-di-murubutu/" target="_blank">‘Rap-Conti illustrati</a>’</strong>, libro nel quale dà forma e figura ad alcune delle storie che <strong>Murubutu</strong> mette invece in parole e musica e che ci aveva annunciato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Due mondi artistici contigui seppur diversi </strong>che, entrando in una sorta di collisione, hanno dato vita a qualcosa di unico: da una parte c’è stata l’esperienza dei live di Murubutu con le performance di disegno live di Roby il Pettirosso e dall’altra ha dato vita a questo libro, che ‘racconta’ in modo diverso i brani di Murubutu.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due mondi figurativi che usano mezzi diversi, ma che, alla fine, sono molto simili: se a Roby servono le parole per creare immagini, Murubutu non perde occasione per dimostrare invece che le parole si possono usare per dare vita a mondi fatti di storie e immagini talmente vivi da vederseli sfilare davanti, solo ascoltando quelle parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma forse sto nuovamente divagando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questo e di molto altro ho parlato proprio con Roby il Pettirosso, al quale l’esperienza bolognese è piaciuta molto. Già, perché proprio in quella città si è tenuto il <strong>Nerd Show</strong> (<a href="https://gattaiola.it/2020/02/10/nerd-show-bologna-2020-le-foto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qua si possono federe un sacco di foto</a>), dove ha debuttato lo spettacolo pensato per il libro ‘Rap-Conti’: un qualcosa sospeso tra presente e passato, tra musica e immagini che fa comprendere come questi mondi si possano fondere tra loro e dare vita a un universo parallelo nel quale tuffarsi. «<em>A Bologna</em> – racconta – <em>è andata molto bene. Lo spazio era grande e bene organizzato. Abbiamo fatto una specie di prima data: è stato un concerto molto particolare. Immagina che c’era solo Murubutu che cantava e io che disegnavo. E’ stata una cosa molto bella, molto intima. E’ andata bene anche la parte dell’intervista e il firmacopie. Mi è piaciuta come esperienza</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Già a novembre avevamo parlato di questo tuo nuovo libro, mi dici com’è nato?</strong><br>«<em>In realtà, come ti raccontavo l’altra volta, l’idea di una graphic novel su Murubutu è venuta all’editore <a href="http://www.beccogiallo.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BeccoGiallo</a>, al quale piace molto Murubutu e che aveva visto quello che avevo già fatto per delle sue canzoni e lo ha proposto a tutti e due, me e Murubutu. Io ho accettato molto volentieri, perché comunque l’idea era nell’aria: avevo molto materiale. Diciamo che l’editore ha dato il ‘là’ e siamo partiti con questo libro</em>».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/murubutu-ritratto.jpg?w=640" alt="" class="wp-image-6765" width="292" height="164" /><figcaption>Murubutu visto da Roby il Pettirosso</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Insomma, l’editore ha fatto un po’ da ‘direttore d’orchestra’, ma cosa ti piace delle canzoni di Murubutu? Cosa ti fa prendere i colori quando le senti?</strong><br>«<em>Delle sue canzoni mi piace la <strong>sua abilità nel descrivere i paesaggi</strong>. Ma soprattutto mi piace la <strong>sua attenzione nel descrivere la natura</strong>, le piante, i fiori, in base alle stagioni. Poi, ci sono i personaggi, sempre ben delineati: certo le sue canzoni sono spesso tragiche. Direi che <strong>Murubutu indaga sulla sofferenza umana</strong> e, quindi, c’è sempre qualcosa da imparare e qualche domanda da porsi ascoltando i suoi testi. Ecco perché mi piace molto. <strong>Perché dopo aver ascoltato un suo album ne esci un po’ diverso, come quando torni da un viaggio</strong>»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per te, come artista, è stato facile rapportarti a un altro artista?</strong><br>«<em>E’ nata una sorta di sintonia tra me e Murubutu. Come ti dicevo, lui descrive molto e bene la natura. A me piace disegnarla. E questo è stato un ottimo punto di incontro che ha reso facile il processo creativo: avevamo questo forte punto in comune. Poi, essendo io un suo fan da tempo, diciamo che ho sempre ascoltato le sue canzoni e ce le avevo in testa. Nella mia mente avevo già le immagini legate ai testi, così il libro è venuto fuori senza troppe complicazioni</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma hai scelto te le canzoni da illustrare?</strong><br>«S<em>ì, le ho scelte io. Ho scelto quelle che mi emozionavano di più, quelle che sentivo, in qualche modo, più ‘mie’, più vicine al mio essere. In sostanza, quelle che mi hanno generato delle immagini in testa quando le ho sentite</em>».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/murubutu-12.jpg?w=670" alt="" class="wp-image-6767" width="278" height="390" /><figcaption>L&#8217;attenzione alla natura come punto comune</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Va bene che sei chiamato ‘lo Chopin dell’aria’ per il tuo canto, ma è un dato di fatto che hai un rapporto molto stretto con la musica. Mi incuriosisce capire cosa ti attira in un brano….</strong><br>«<em>In realtà, ci sono varie cose. <strong>In primis l’emozione</strong>. Per me è fondamentale. Una canzone deve emozionarmi: mi è capitato spesso di piangere ascoltando una canzone. Poi, per me è importante il messaggio che una canzone dà: magari può essere una canzone vecchia, ma è importante che <strong>il messaggio sia attuale</strong> e penso che sia utile per il momento storico che stiamo vivendo. Solitamente cerco di essere utile divulgando sì la canzone, ma anche il messaggio, anche se, ovviamente, è visto con i miei occhi»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Com’è stato per te stare sul palco invece che sotto il palco (o sopra nel nostro pennuto caso)?</strong><br>«<em>Guarda, è stata un’esperienza esaltante, ma, al tempo stesso,<strong> è come se io non ci fossi</strong>, <strong>perché sono assorto nel disegnare</strong>. Sai, raramente alzo la testa per guardare il pubblico: dovendo disegnare in tempo reale e non potendo permettermi errori, <strong>sono concentratissimo su quello che sto facendo</strong>. Ti immagini se sbaglio qualcosa mentre disegno in tempo reale? Non ho tempo di correggere, di cambiare, tutti se ne accorgono immediatamente. Quindi, da quando salgo sul palco, vado nel mio mondo. E’, magari, è dopo, a casa o in albergo, che ripenso a quello che è successo, a cosa ho vissuto. Sul momento sono troppo concentrato per vivermi l’emozione del palcoscenico</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mi ha colpito molto la definizione dello spettacolo che ha dato Murubutu e, cioè, che è un po’ come un ritorno al Medioevo, con la figura del menestrello e quella dell’illustratore. E’ un’immagine molto vivida che rende bene l’idea: tu come la vivi e vedi?</strong><br>«<em>Da quello che ci dice il pubblico, ne viene fuori uno spettacolo completo. E’ un po’ come se i disegni completassero lo spettacolo. Mi spiego meglio: un concerto è uno spettacolo a se stante, però se dietro c’è un disegno che si sta componendo in tempo reale, <strong>lo spettacolo nel suo insieme appaga anche gli occhi, oltre che le orecchie e il cuore</strong></em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo progetto cosa ha regalato alla tua vita?</strong><br>«<em><strong>La cosa fondamentale, per me, è stata quella di avere un contato con così tanta gente</strong>. Di solito sono abbastanza solitario, quindi, non avrei mai pensato di trovarmi di fronte, magari, a duemila persone che apprezzano quello che fai e te lo dimostrano, ringraziandoti o chiedendoti di fare un disegno. E’ una cosa nuova e appagante per me che, comunque, sono sempre da solo a disegnare sul mio banco, in montagna, da eremita. Invece, poi, improvvisamente mi trovo a Roma, in mezzo al casino più totale, con la gente che urla. Questo mi fa bene, perché rompe un po’ quella solitudine che io amo. Ma amo anche stare in mezzo alla gente e questo regalo me lo ha fatto proprio questa esperienza</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non rompiamo le tradizioni e facciamo una domanda che nelle interviste serie, quelle degli umani, non manca mai e anche noi pennuti ci adeguiamo, no?? Che progetti hai per il futuro?</strong><br>«<em>Ho vari progetti in realtà, sai? Nel 2020 dovrebbero uscire <strong>tre libri</strong>. Uno è quella graphic novel che ti avevo detto: un mio progetto a cui tengo molto. Il secondo è incentrato su un artista e il terzo progetto è una sorpresa per Natale</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai, qualche indizio su quello sull’artista? Sarà sempre a tema musicale o cambiamo arte?</strong><br>«<em>Si cambia arte: non più musica, ma un pittore. Un altro pittore dopo Van Gogh</em>».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/raffaello.jpg?w=720" alt="" class="wp-image-6771" width="255" height="340" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo è stato, in questo caso, galantuomo e ci ha svelato che si tratta di un libro incentrato su <strong>Raffaello</strong> e la sua arte <a href="https://www.facebook.com/robyilpettirosso/photos/a.1401198423236246/3155064271182977/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ed è stato annunciato proprio nel giorno del compleanno del grande artista</a>. Si sa poco o niente, se non che si avvale dei testi di <strong>Chiara Stigliani</strong> e che, a breve, dovrebbe essere nelle librerie: «<em>Sono molto contento</em> – conclude il Pettirosso – <em>sono cose che mi sento dentro. In questo momento sono un po’ come un fiume in piena e sto mettendo su carta un sacco di cose</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come non essere felici di questo? Un periodo prolifico per un artista è conseguentemente un bel periodo anche per chi ama la sua arte. Non resta che ringraziare Roby il Pettirosso per questa piacevole chiacchierata e augurargli di dispiegare sempre le sue ali sul mondo dell’arte, facendocela vedere e apprezzare attraverso il suo sguardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Giò Piccione<br>per Gattaiola.it</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2020/04/ernesto-anderle-1-720x400-1.jpg?w=720" alt="" class="wp-image-6766" width="389" height="216" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">[<em><strong>Un ringraziamento veramente speciale va ad Ernesto Anderle – aka Roby il Pettirosso – per essersi prestato a farsi intervistare da un piccione: grazie! FdS</strong></em>]</p>
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