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		<title>Pole la donna parmettisi&#8230; TEMPO e DONNE che giocano nel primo numero di GDR Time, nuova rivista per la community e i curiosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna 'Cenere' Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2018 09:19:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Ho visto la nascita dell&#8217;universo e ho visto il tempo finire! Momento dopo momento, finché non è rimasto più niente, né il tempo, né lo spazio&#8230; a parte me. Ho camminato per universi dove le leggi della fisica sono solo il folle delirio della mente...]]></description>
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<div class="entry-meta clearfix"><em><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-4728 alignright" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2018/01/gdr-time-0-cover.jpg?w=212" alt="" width="212" height="300" />“Ho visto la nascita dell&#8217;universo e ho visto il tempo finire! Momento dopo momento, finché non è rimasto più niente, né il tempo, né lo spazio&#8230; a parte me. Ho camminato per universi dove le leggi della fisica sono solo il folle delirio della mente di un povero pazzo!” (Doctor Who)</em></div>
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<div>Lo speciale sul TEMPO del primo numero della nuova rivista di giochi di ruolo GDR Time mi pare il servizio più appropriato per introdurvi questa nuova avventura nel mondo del gioco di ruolo che un gruppo di amministratori del gruppo Facebook <a href="https://www.facebook.com/groups/iogiocodiruolo/" target="_blank" rel="noopener">Io Gioco di Ruolo</a> ha voluto intraprendere subito dopo l&#8217;ultima Lucca, e che ha visto la luce proprio nel tempo del Santo Solstizio Invernale.</div>
<div></div>
<div>Perché &#8220;GDR Time&#8221;? Così scrive Luigi Briganti, giocatore, blogger, grafico pubblicitario e traduttore di titoli gdr, nell&#8217;editoriale di presentazione [<em>con omissis per necessità di sintesi ma voi potete leggerlo sulla rivista!</em>]: &#8220;Abbiamo pensato che forse fosse giunto il momento di dedicare alla nostra passione uno spazio che fosse sia una vetrina verso l’esterno, sia un punto di riferimento per chi – come noi – vive quest’hobby con passione. Lo scopo principale di GDR Time è pertanto quello di parlare dei giochi di ruolo con occhio critico, sicuramente, ma con la consapevolezza di chi pratica questo hobby da anni e costantemente.&#8221;.</div>
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<article id="post-4118" class="post-4118 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-eventi category-notizie">
<div class="entry-content">
<div class="post_content">
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-4730 alignleft" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2018/01/sommario-gfr-time-0.jpg?w=300" alt="" width="300" height="89" />In un momento di grande revival culturale del gdr, anche per il mero fatto storico economico che la nostra generazione è quella che ora lavora (crea mondi) e compra (crea mercati), &#8220;Il nostro intento era quello di far conoscere il mondo del gioco di ruolo all’esterno &#8211; spiega -, a chi quel mondo lo vede un po’ con sospetto, o con occhi di scherno. Negli ultimi mesi si è fatto sempre più forte il bisogno di comunicare cosa sono i giochi di ruolo e chi sono i giocatori di ruolo, specie dal momento che personalità che non conoscono il “settore” hanno riportato in auge la vulgata – sempre infondata – che i giochi di ruolo siano dannosi o irrispettosi verso gli argomenti di cui trattano. Il riferimento – va da sé – è all’articolo apparso qualche settimana fa sulla Stampa, in cui si commentava il live di <strong>Terre Spezzate</strong> dedicato agli Anni di Piombo. È stato subito un fioccare di polemiche, tra chi parlava di lesa maestà – “non si gioca con i morti” – e chi ancora una volta demonizzava il gioco di ruolo&#8221;.</p>
<p>Sulla questione <a href="https://gattaiola.it/2017/11/10/ultimo-covo-ancora-polemiche-infondate-e-dannose-sul-gioco-di-ruolo-dal-vivo-parla-paolo-cupola-presidente-della-giuria-che-assegna-il-gioco-di-ruolo-dellanno/" target="_blank" rel="noopener">siamo intervenuti</a> anche come giuria del <strong>Gioco di Ruolo dell&#8217;anno</strong>. Non è quindi un caso che nel numero ci sia <strong>un&#8217;intervista al presidente, Paolo Cupola</strong>, oltre a interessanti approfondimenti su temi che condivido, come il progetto <a href="https://gattaiola.it/2017/11/01/la-soddisfazione-piu-grande-e-vedere-come-cambiano-i-loro-occhi-kidsdragons-il-progetto-che-costruisce-il-futuro-del-giocodiruolo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Kids and Dragons</strong></a> verso il quale qui a Gattaiola proviamo stima e gratitudine, ma anche recensioni, consigli, interviste e informazione, oltre a <strong>TimeVisor</strong>, un gioco di ruolo completo scritto da Giacomo Bellucci.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-4731 alignright" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2018/01/oh-lomo.jpg?w=300" alt="" width="300" height="169" />Ha destato in me perplessità e stupore la scelta, per il pezzo di apertura del numero, dell&#8217;argomento (semplifico) &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=cQrHHQnmOnw" target="_blank" rel="noopener">POLE LA DONNA PARMETTISI..</a>&#8221; ehm.. &#8220;<strong>Donne e GdR</strong>&#8220;. Sono ormai 20 anni che se ne parla&#8230;. ecco non vedo la novità. Però il pezzo parte da un sondaggio effettuato sul gruppo Fb e riporta alcuni dati e considerazioni che mi fanno pensare che la disparità di genere sia davvero un fatto incolmabile. Un esempio?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-4729 alignleft" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2018/01/gdr-time-statistica.jpg?w=188" alt="" width="188" height="300" /></p>
<p>Se le giocatrici di ruolo che si dichiarano tali, tra i 25 e i 34, anni sono il 33% (<em>grazie ho gradito molto che i colori di rappresentazione delle torte non fossero rosa/azzurro ***</em>), dai 35 ai 44 scendono al 18%. Ora può darsi che noi pioniere (avrete capito quanti anni ho) fossimo già meno, quando abbiamo iniziato, rispetto alle generazioni successive di giocatrici, ma può anche darsi che dopo una certa età, in misura maggiore dei maschi, ci tocchi fare altro che giocare&#8230;<br />
Inoltre, cosa rende davvero diverso un&#8217;esperienza di gdr con donne da una con uomini? <em>Voi che ne pensate? E quando dico voi, cittadini, vorrei che dichiaraste età e genere di appartenenza. Il Computer lo vuole sapere per meglio comprendere le vostre motivazioni ed adoprarsi per la vostra felicità, insomma.</em></p>
<p>Lo speciale <strong>&#8220;Il tempo e il gdr&#8221;</strong>, infine, è la cosa che mi piace di più del numero, perché affronta l&#8217;argomento sia nel gioco che nel metagioco, e sinceramente quanto il gdr sia legato al tempo, è un tema che mi ha sempre affascinata parecchio. Non si parte forse per un viaggio nel tempo (e a volte anche in spazi altri) ogni volta che ci si siede a quel tavolo?</p>
<p>Beh&#8230; potete fare la vostre considerazioni scaricando il PDF su <a href="http://www.drivethrurpg.com/product/229615/GDR-Time-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>Drivethru RPG</strong></a> – con la formula pay what you want che vi permette anche di scaricarlo gratuitamente – e su <a href="http://www.terradeigiochi.it/gdr-da-leggere/2257-gdr-time-n-0-dicembre-2017.html" target="_blank" rel="noopener">Terra dei Giochi</a><strong>.</strong></p>
<p><em>Buona lettura e buona avventura alla redazione di GdR Time!</em></p>
</div>
<p><strong><em>@annabenelu</em></strong></p>
</div>
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</div>
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		<title>In difesa del gioco di ruolo. &#8220;Ultimo covo&#8221;: (ancora) polemiche infondate e dannose sul gioco di ruolo dal vivo. Parla Paolo Cupola, presidente della giuria che assegna il Gioco di Ruolo dell’Anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna 'Cenere' Benedetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 06:11:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giocare di ruolo fa bene, ed è uno strumento per imparare il confronto. La giuria del Gioco di Ruolo dell’Anno spiega perché certe affermazioni non hanno nulla a che fare con la realtà del gioco e dei giocatori. Giochi di ruolo: ancora una volta se...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4563" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4563" class="wp-image-4563 size-medium" src="https://gattaiola.it/wp-content/uploads/2017/11/gioco-di-ruolo-dellanno-giuria.jpg?w=300" alt="" width="300" height="294" /><p id="caption-attachment-4563" class="wp-caption-text">Giuria del Gioco di Ruolo dell&#8217;anno. In basso, da sinistra, Mirella Vicini e Paolo Cupola. In piedi, da sinistra, Anna Benedetto, Davide Scano, Marco Corazzesi, Luca Bonora</p></div>
<p><strong>Giocare di ruolo fa bene, ed è uno strumento per imparare il confronto.<br />
</strong><strong>La giuria del Gioco di Ruolo dell’Anno spiega perché certe affermazioni non hanno nulla a che fare con la realtà del gioco e dei giocatori.</strong></p>
<p>Giochi di ruolo: ancora una volta se ne parla senza conoscerli. <strong>Paolo Cupola</strong>, presidente della giuria che assegna il <strong>Gioco di Ruolo dell’Anno, il più importante premio del settore in Italia</strong>, in merito alle recenti prese di posizione sul gioco di ruolo dal vivo “<strong>Ultimo covo</strong>”, ha dichiarato: “Siamo dispiaciuti nel vedere ancora una volta interpretato in maniera profondamente distorta il gioco di ruolo. In inglese si usa il termine “role playing” perché il verbo “to play” unisce in sé i significati di giocare e interpretare, mentre in italiano questo concetto si perde. Ma giocare di ruolo, soprattutto dal vivo (e non attorno a un tavolo), significa interpretare un ruolo, proprio come si fa a teatro, giusto per far capire meglio a chi non ha mai avuto occasione di provarlo personalmente. Non c’è competizione, non ci sono vincitori, c’è il piacere di costruire e raccontare storie. Il gioco di ruolo, infatti, è molto più affine al teatro e al cinema che a una partita a Monopoly.</p>
<p><strong>Nessuno accusa un attore che interpreta un terrorista in un film o a teatro di condividerne le idee, e lo stesso è in un gioco di ruolo. Anzi, aver dedicato un gioco di ruolo dal vivo a un tema storico, reale, è per noi molto positivo perché spinge anche i giovani a documentarsi e a conoscere i fatti di quei tragici anni della nostra storia. </strong></p>
<p>Vogliamo in questo rassicurare tutti coloro che si sono preoccupati, inutilmente. Non c’è banalizzazione, e soprattutto non c’è mancanza di rispetto, possiamo garantirlo, anche perché conosciamo l’accuratezza con cui l’associazione Terre Spezzate realizza le sue sessioni di gioco.</p>
<p>Dal 2012 il premio “Gioco di Ruolo dell’Anno” si impegna per la divulgazione del gioco di ruolo in Italia, premiando ogni anno il titolo migliore pubblicato nel nostro Paese. Nel 2017 ha vinto 7th Sea, un gioco di ruolo con ambientazione cappa e spada in un continente che ricorda l’Europa rinascimentale. Ma sempre più spesso il GdR affronta anche temi forti: ricordiamo su tutti Precious, dedicato alla pena di morte e realizzato in collaborazione con l’associazione per i diritti umani Amnesty International. “Mettersi nei panni di”, a volte, può essere il modo migliore per comprendere.</p>
<p><a href="http://www.giocodellanno.it">www.giocodellanno.it</a></p>
<p><em>fonte: comunicato ufficiale del Premio</em></p>
<p><strong><em>@annabenelu</em></strong></p>
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