Orbit Orbit: quando la graphic novel incontra il concept album

Caparezza a Lucca Comics & Games 2025

Orbit Orbit: quando la graphic novel incontra il concept album

Leggere un album come fosse un fumetto e ascoltare una graphic novel come fosse un disco: sembra qualcosa di impossibile, invece Caparezza lo ha reso realtà con il suo progetto ‘Orbit Orbit’, composto, appunto, da una graphic novel e da un disco, presentato in anteprima all’ultima edizione di Lucca Comics & Games.

‘Orbit Orbit’ nasce come idea seminale nel 2021, quando Caparezza prese parte a Lucca Comics & Games per presentare la variant cover di ‘Exuvia’, realizzata da Simone Bianchi in forma di pop-up. «Mi resi improvvisamente conto – ricorda Caparezza nel presentare il nuovo progetto – che il mondo del fumetto era quello nel quale volevo in quel momento immergermi».

Era, quello, un momento molto difficile per l’artista: gli era stata diagnosticata, oltre all’acufene, anche l’ipoacusia, anticamera della sordità, come lui stesso dice: «Trovarmi improvvisamente proiettato in un mondo così colorato, pieno di fantasia, mi ha fatto comprendere fin da piccolo avessi sempre sognato di fare il fumettista. Ho così deciso che fosse arrivato il momento di provarci».

Da quell’incontro con il mondo del fumetto è iniziato per Caparezza un percorso piuttosto lungo, fatto prevalentemente di studio di come si fa una sceneggiatura per fumetti, che lo ha portato a ‘Orbit Orbit’. «Ho capito come non fosse affatto facile scrivere una sceneggiatura per una graphic novel e ho dovuto studiare parecchio e, una volta imparata la teoria, ho rimesso più e più volte le mani sul testo. Devo ringraziare la casa editrice Bonelli, perché mi ha davvero aiutato in questo percorso che ha portato a una graphic novel di 14 capitoli».

Quattordici capitoli che raccontanto la storia di un Caparezza che da artista svenuto in un backstage si trova ad essere cosmonauta di quello che ha tutta l’aria di essere un universo parallelo. E le sfaccettature del carattere di Caparezza diventano altrettanti personaggi della storia.

La realizzazione grafica è stata affidata a nove diversi fumettisti, alcuni che Caparezza già conosceva e altri che gli sono stati presentati dalla Bonelli. Si tratta di Sergio Gerasi, Riccardo Torti, Nicola Mari, Marco Nizzoli, Renato Riggio, Stefano Tamiazzo, La Came e Yi Yang, mentre la copertina è affidata alla matita di Matteo De Longis. «Personalmente avevo chiaro in mente solo come dovesse essere il fumetto: ad esempio volevo una linea chiara alla Moebius e questa era una delle indicazioni di massima. Sicuramente servivano più disegnatori per i vari ambienti in cui si svolgono le due storie, quella reale e quella astrale. In quella reale Caparezza è un artista che partecipa a un festival in un bosco e che non ha cognizione di chi sia, fino ad arrivare alla roulotte che gli è assegnata nel backstage e ha un malore e sviene. Quello svenimento segna l’inizio del viaggio astrale, dove si trova in veste di cosmonauta. Ecco, le due storie si intrecciano e contaminano tra loro, fino alla riappacificazione delle due figure. Grazie alla Bonelli, il passaggio da un disegnatore all’altro e, quindi, da un ‘mondo’ all’altro, non è mai traumatico».

In realtà, leggendo la graphic novel bisogna fare un’attenta analisi per rendersi conto dei cambi di mano nei disegni, ma questo forse è anche merito della storia che coinvolge il lettore. Ad ogni modo, non si avvertono salti stilistici e questo è un tratto molto interessante della graphic novel..

Caparezza, tra le sue fonti di ispirazioni nel mondo del fumetto, cita Moebius, Leiji Matsumoto (in particolare ‘Galaxy 999’) e soprattutto Bonvi, conle sue Sturmtruppen e con Cattivik, ma anche con altri lavori forse meno conosciuti ma altrettanto importanti.

Ma come interagisce il fumetto con il disco? Sono semplicemente complementari: quattordici capitoli per quattordici brani che, di fatto, si intrecciano tra loro. In realà, ognuna delle due opere può tranquillamente vivere di vita propria, ma messi insieme sono perfettamente complementari e si rendono vicendevolmente più comprensibili. Quello che ci propone Caparezza, quindi, è un progetto completo, molto interessante, che va a unire due arti diverse, rendendole complementari, ma, al tempo stesso indipendenti.

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