Lucca Comics and Games

“La città non può che esserne orgogliosa. E ora deve saper mettere a frutto questa eccellenza”, così Pier Luigi Sacco a gattaiola.it su Lucca Comics and Games

pierluigi-sacco-fondazione-campus“Avere a Lucca una manifestazione di questo livello, che porta la città al centro dell’attenzione italiana ed europea, energie giovani, competenti e straordinarie: credo che la città possa solo che esserne orgogliosa”.

Così Pier Luigi Sacco, economista e professore ordinario di Economia della Cultura allo IULM di Milano, nonché direttore scientifico di Fondazione Campus, esperto a livello internazionale di politiche culturali e industrie creative, autore di “Italia Reloaded. Ripartire con la cultura” (2011, Il Mulino, Bologna), all’indomani della chiusura di Lucca Comics and Games 2014.

I disagi logistici e le piccole problematiche – prosegue – sono cose fisiologiche in un progetto che raggiunge questi livelli. E lamentarsi di queste cose in un momento come quello attuale, oltretutto di fronte a questi risultati, mi pare veramente sorprendente”.

“Lucca Comics and Games però non va letta solo come una manifestazione culturale di impatto europeo e grandezza mondiale, ma come la manifestazione di una eccellenza nazionale e della specializzazione intelligente della città, che su questi nuovi temi ha saputo accrescere le proprie competenze costruendo una base per il futuro. E verso il futuro si va, proprio aumentando la specializzazione intelligente della città su questi nuovi temi, che non siano solo cultura ma nuove frontiere della produzione culturale”.

Professore, giunti a questo livello di crescita della manifestazione, quali possibili sviluppi vede?

“Con la reputazione che questo festival e la città si sono creati, credo che adesso vada potenziato l’aspetto produttivo. Oggi vedo in Lucca Comics and Games una fantastica piattaforma che permette di mostrare ciò che di meglio accade nel settore. Ma, come quando sei su una carta geografica, ben conosciuto, il passo successivo significa portare sviluppo di produzione sul territorio. Intendo dire creare nuova impresa giovanile su questo tipo di temi. Questo, ovviamente, con un brand del genere e un territorio identificato così incredibilmente su quei temi, diventa più facile. Dietro a questo evento c’è un know how tale che non può che diventare la base di un centro di competenze ancora più ambizioso e articolato”.

Un centro di competenze che necessita, però, di un supporto vero, sia politico sia di sviluppo del territorio (che poi sono la stessa cosa), che sappia dare reali strumenti alla città e alle sue eccellenze, prima fra tutte questa splendida manifestazione, per crescere.

Così penso alle grandi infrastrutture, sia stradali sia di comunicazione, che la nostra città necessita (anela) da decenni, e che nessuna amministrazione ha sinora realizzato. Che Lucca non sia affatto smart, lo capisce anche il primo che arriva e che non trova neppure un WiFi gratuito a copertura della città.

Ecco perché ancora una volta, i risultati di Lucca Comics and Games sono così sorprendenti: operare in una situazione del genere significa fare l’impossibile. Ed è stato fatto.
Bravi. Bene. Bis!
Sarà il caso di aiutarli, anziché lamentarsi (e lo dico per i miei concittadini), alimentando polemiche fini a se stesse o di cortissimo respiro, che fanno il male di tutti?

@annabenelu

 

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