Lucca Comics and Games

Il popolo di Lucca Comics and Games, dai “comici” al mainstream, per uno dei più grandi eventi d’Europa

IMG_20141031_124251Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Me lo chiedo anche per Lucca Comics and Games.. >^_^<

Dopo il primo pezzo sul festival come unicum del panorama mondiale, mi chiedo oggi: chi sono le 400mila persone che, con o senza biglietto, nella città incantata che si materializza in occasione di Lucca Comics and Games ci vivono, ci lavorano, ci si divertono, per 4 giorni all’anno?
Chi è questo popolo migratore che si sposta in massa alla fine di ottobre, e per il quale una tranquilla cittadina di provincia da 90mila abitanti si trasforma nel mondo dei sogni, con tutte le conseguenze di una simile, gigantesca, mutazione?

È proprio per queste e con queste persone che negozi e abitanti autoctoni traslocano altrove per lasciare spazio a questa “Temporary Lucca” con i suoi spazi commerciali subaffittati e i posti letto prenotati dall’anno prima.

Un popolo di persone mediamente colte, educate, che mettono i soldi da parte tutto l’anno per spenderli qui, e che poi tornano alla propria casa ad aspettare la prossima edizione.

Ecco che mi sono provata in tentativi di definizioni.
“Nerd”
o “geek” sono superati.
“Appassionati” o “fan” sono troppo generiche, anche perché ciascuno lo è di uno (o più) settori.
Un ammiccante “fissati”? >^_-<
Comunque si cerchi di chiamarli, non si riesce ad inquadrare con una sola parola un simile fenomeno, una simile onda d’urto.. E quando non si inquadra, vuol dire che ciò che è davanti all’obiettivo è in costante movimento. Viva!

Perché se negli anni Sessanta e Settanta Lucca Comics era fatta da “comici” (così li appellavano ‘con simpatia’ i Lucchesi, indicando una comunità sparuta che un pallone in piazza Napoleone bastava a raccogliere), oggi questa manifestazione e i suoi settori sono semplicemente diventati manistream.
Persino la tv se n’è accorta!

E 400mila è un numero che sfida e batte tranquillamente molti dei più importanti festival musicali al mondo.
E forse anche quelli sportivi, anche se non sono riuscita a trovare dati in merito. >-_-<

Di fronte a tutto questo, che significa tra l’altro un indotto economico tra i 25 e i 28 milioni ogni anno (secondo una ricerca universitaria), di fronte ad un evento che pare collocato al di fuori da questo momento di drammatica congiuntura economica, poiché in “Temporary Lucca” la crisi non esisteva o non si sentiva, parlo soprattutto ai miei concittadini: ci si può davvero lamentare?

Lascio a voi la risposta (immagino avrete intuito la mia), mentre domani, nel prossimo articolo, potrete leggere quella di Renato Genovese, direttore di Lucca Comics and Games.

IMG_20141101_124758 folla coda ingresso games

@annabenelu

1 risposta »

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