Gioco

5 #motivi per continuare/ricominciare/non smettere mai di #giocare

Torno da un weekend trascorso a giocare, come non accadeva da anni.
Una comitiva di giocatori.
Un fine settimana fatto di niente.

Di quel bel, pieno, soddisfacente e pigro “niente” in cui ero immersa sovente, da bambina.
Un niente in cui la lista delle occupazioni è: mangiare, dormire, sbirciare il giardino dalla finestra, giocare.
E in cui l’unico fastidio è “Smetti di giocare che è pronto in tavola”.
E magari stai pure facendo l’ultimo turno.
“Sì sì… finisco il turno e arrivo…”
E ti scende addosso con un sorriso quella sensazione di leggerezza e nostalgia di quando ti chiamava la mamma, o la nonna, o chi per loro.

Nicla e Luca sono i due locandieri che ci hanno coccolato per due giorni e due notti, mentre gli occupavamo il B&B per giocare. Come un gruppo di bambini in campeggio. Nell’insospettabilmente ricchissimo paesaggio di Vernasca (Piacenza), con purtroppo un tempo piovoso, per la full immersion chiamata GitaCON(tact) [sì, potevamo scegliere meglio ^_-] che come giurati del Gioco dell’Anno e del Gioco di Ruolo dell’Anno ci siamo voluti regalare, per conoscerci e giocare insieme [in effetti, GiuraCON poteva andare già meglio. leggermente, eh…].

E mi sono ricordata dei motivi per cui trovo NECESSARIO, e anche curativo giocare (non come metafora ma letteralmente).
Eccone 5:

1- giocare ti ricorda che esiste una vita oltre il LAVORO

2- che il tempo può essere impiegato BENE (e che se impiegato bene poi stai MEGLIO)

3- che esistono aspetti MORALI e FILOSOFICI con cui possiamo confrontarci giocando, ben legati a quello materiale anche se non sempre ne cogliamo i rimandi (anche con un gioco semplice come I 4 cantoni, o diffuso come Risiko o I coloni di Catan)

4- che il gioco serve a DIVERTIRSI ed è tale solo quando ha unicamente questo scopo

5- che conoscere una persona come GIOCATORE non solo offre informazioni che altrimenti non emergerebbero, ma crea un legame che difficilmente può realizzarsi al di fuori di un ambiente “altro” quale quello del gioco.

Di motivi potrebbero essercene molti altri. Ma si sa che gli articoli, oggi, va di moda scriverli brevi e con gli elenchi puntati. Almeno, così dicono. >^_-<

Io vi lascio con questa foto di (parte di) 10 adulti intorno ai 40 anni, alcuni con figli umani e pelosi, rinchiusisi a giocare per 2 giorni e 2 notti in una locanda (dei 2) nella campagna italiana (e non è Boccaccio).
Siamo entrati giurati, siamo usciti amici.
Anche se dalla foto non si direbbe >^_-<.
Una bella storia.
Fatelo anche voi.

giurati

@annabenelu

3 risposte »

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