Lucca Comics and Games

Karl Kopinski in mostra @LuccaCandG 2015: un ‘Grand Tour’ con l’artista attraverso le sue opere in esposizione

 

Gran Tour KopinskiSono aperte da appena pochi giorni e il via-vai dalle mostre di Lucca Comics & Games, allestite a Palazzo Ducale, è continuo. Ma le sale sono tranquille e perfette per concedersi una delle visite più belle, quella assieme all’autore e al curatore di un’esposizione.

Un’occasione speciale per gustarsi opere e allestimento che, a noi è toccata per una delle mostre più interessanti di quest’anno, quella dedicata all’autore del poster 2015, Karl Kopinski.
Karl Kopinski e Andrea D'UrsoE, rifacendoci al nome della mostra, assieme a Karl Kopinski e al curatore della mostra, Andrea D’Urso, abbiamo fatto il ‘Gran Tour Kopinski’.

La visita non poteva che iniziare proprio dal poster dell’edizione 2015 di Lucca Comics & Games: «Non è stato facile realizzare questo poster – spiega Karl – perché la città mi piace moltissimo e molte erano le suggestioni. Alla fine, però, volevo un personaggio fortemente caratterizzato e alla fine l’ho trovato, rifacendomi a una delle mie passioni, quella della storia e, in particolare, alla storia della II Guerra Mondiale, dove ha combattuto mio nonno. Il risultato è stato quello di una scena con degli echi steampunk, ma proiettati in un’atmosfera più vicina alla II Guerra Mondiale».

In realtà Kopinski ammette di non essere particolarmente attratto dallo steampunk, ma più dalle atmosfere vittoriane che ritiene essere la ‘golden age’ del Regno Unito: «Amo la storia e, di conseguenza, l’epoca vittoriana ha per me un suo forte fascino. Questo comporta che anche le atmosfere steampunk abbiano qualche attrattiva e, infatti, ho due due progetti che svilupperò in futuro in questo ambito».

Lo stesso atteggiamento che Kopinski ha anche verso il fantasy: «Mi piace il fantasy, ma preferisco sempre le ambientazioni storiche: mi permettono di studiare e approfondire gli scenari».

Inizialmente – come peraltro si vede anche dai bozzetti che lo stesso Karl illustra – l’autore aveva scelto la Torre Guinigi come sfondo per il poster: «Adoro quella torre – dice – ma mi hanno fatto notare che era già stata usata per i poster della manifestazione, quindi ne ho scelta un’altra altrettanto bella». E infatti, nel poster appare la Torre delle Ore.

Un aneddoto simpatico è sul cappotto indossato dal personaggio principale del poster: «Mia moglie ha trovato quel soprabito in un mercatino dell’usato e me lo ha regalato. Mi è piaciuto tantissimo, ma onestamente non l’ho mai messo, perché è pesantissimo da portare. Quando pensavo al ‘capitano’, inizialmente ho immaginato di vestirlo con una divisa militare, poi mi è venuto in mente quella sorta di cappotto e ho pensato che sarebbe stato perfetto».


Gran Tour KopinskiLa storia comunque non è la sola passione di Kopinski: l’altra sua ‘fissa’ è per i volti e si vede bene nei lavori fatti per Warhammer e Warhammer 40.000:Per me è importante che i volti siano espressivi, diano delle emozioni”. E ci riesce sempre: anche nelle scene più affollate, spicca subito il fatto che ogni personaggio ha una sua espressione, una sua fisionomia: in pratica risalta dalla massa. Forse se ne nota prima uno, poi un altro, ma in effetti le sue scene non sono mai ‘masse informi’ di persone senza volto. Sono persone, ognuna con un suo carattere e con una sua espressività: «Per me, disegnare un bel volto è molto più importante che eseguire un disegno perfetto nei dettagli dei costumi, ad esempio, perché è attraverso il volto che ritengo si possa instaurare una sorta di relazione tra chi guarda il dipinto e chi lo popola». E non si può che aggiungere ‘anche con chi lo ha creato, in qualche misura’.

«Quando dipingo mi piace molto concentrarmi sulla ricerca, sui particolari: in molti dipinti ad esempio ci sono richiami che, forse a molti sfuggiranno, ma che provengono direttamente da uno dei miei pittori prefe
riti, Velasquez
». Altri lavori, più ‘dark’ e caratterizzati dal bianco e nero, sono ispirati, invece da Hyeronimus Bosch.

Gran Tour KopinskiProcedendo nella mostra, come illustra Andrea D’Urso, si arriva in una sezione dedicata ai ritratti e a degli inaspettati quadri dedicati al Natale e a Babbo Natale:

«Dopo tanta guerra e tante battaglie – spiega Andrea – abbiamo pensato di tirare un momento fiato e passare a qualcosa di diverso, ma ugualmente importante per Kopinski e, cioè, la ritrattistica».

 

Gran Tour KopinskiIntanto scopriamo che a scuola non apprezzavano il suo approccio artistico (che invece, per esempio, incanta me) e che ci fa vedere oltre l’immagine, le emozioni dei personaggi, il loro carattere. Ma a scuola preferivano la tecnica. E Karl ha preferito l’arte alla scuola. «Ad ogni modo non ho mai pensato di fare altri lavori. Penso che non mi sarebbe possibile in realtà».

Lasciati i ritratti, la sezione successiva è dedicata al mondo di Magic: «Magic mi ha dato la possibilità di avere la più grande esposizione possibile: i miei lavori hanno raggiunto un pubblico enorme in ogni angolo del mondo e per me è stata una grandissima occasione». In più racconta di aver potuto confrontarsi con tecniche nuove, come quelle digitali e con mondi diversi da quelli precedenti, molto più oscuri, molto più violenti se vogliamo: «Mi ha colpito molto – racconta – nel lavorare con gli americani che per loro è accettabile una scena di violenza assurda, come una decapitazione, ma è assolutamente vietato per i personaggi fumare. Non sarebbe politicamente corretto». E così scopriamo che – nei giochi – si può decapitare, ma non fumare. Davvero non si smette mai di imparare.

Gran Tour KopinskiMentre ci avviamo verso la fine, una tappa è ai quadri dedicati a Napoleone: «La battaglia di Waterloo per me è molto interessante – dice Kopinski – rappresenta un momento di passaggio tra la guerra combattuta in maniera ‘antica’ e quella moderna, sia come armi sia come approccio. Le armi avevano già una potenza di fuoco mortale, ma l’approccio alla battaglia era ancora quella degli anni passati. E’ molto interessante, quindi, poterla studiare». Anche in questo caso, i personaggi sono estremamente curati ed espressivi, ma parlando svela che sono ben conosciuti dall’autore: il cognato, il fratello, il padre, il vicino di casa. Sono tutti presenti nelle scene rappresentate. «In genere faccio questi quadri per passione – dice Kopinski – è il mio amore per la storia che mi porta a fare questi quadri, ma a volte anche su commissione come quello che mi è stato chiesto per fare un regalo a Peter Jackson», dice indicando il quadro in questione.

Gran Tour KopinskiE la passione ha mosso Kopinski anche per realizzare la serie di ritratti di ciclisti. Da Pantani a Mercks, a Moser: tutti i grandi del pedale sono presenti nella galleria di Kopinski. Nei loro volti, c’è il sacrificio, la sofferenza, la fatica, la passione di uno sport che non fa regali. «Sono fatti con diverse tecniche, dall’olio all’acrilico – spiega – ma tutti hanno un filo conduttore: sono molto potenti come emozione ed è questo che cerco». La bicicletta è diventata nel tempo una delle passioni dell’artista e, attraverso i volti dei campioni, riesce sicuramente a proiettare questa passione anche nella sua arte.

«La passione di Karl per la bicicletta – dice Andrea D’Urso – è stata fondamentale per l’allestimento della mostra stessa: visti i ritratti e la forza che questi trasmettono, ci è venuto spontaneo far sì che l’allestimento stesso riflettesse questo amore».

Gran Tour Kopinski«Quando realizziamo una mostra – spiega il direttore dell’esposizione, Roberto Irace ci divertiamo a fare in modo che rappresenti una sorpresa non solo per il pubblico, ma anche per lo stesso artista. Ci piace fare in modo che possa rimanere colpito. Ed è così che il ‘Grand Tour Kopinski’, una mostra che corre sul filo del viaggio e fa diverse tappe, ha fatto una sorpresa per primo proprio a Karl»

«Ho girato tantissime manifestazione – conclude Karl Kopinski – e tutti possono realizzare una mostra mettendo una serie di quadri uno di fila all’altro, ma a Lucca è diverso. Qua c’è un’atmosfera diversa, l’esposizione è stata non solo pensata per far vedere i quadri ma anche per contestualizzarli. Per me è stato un grandissimo onore lavorare con persone creative come i curatori della mostra e mi sono reso conto che persone come Emanuele (Vietina) o Silvia (Bernardi), oltre ad avere un’energia e un entusiasmo fantastici, una capacità incredibile, sono per me dei veri buoni amici. Tutti quelli con i quali ho lavorato sono delle grandi persone che riescono a creare un’atmosfera amichevole attorno a me e questo è semplicemente fantastico».

Gentilissimo, Karl Kopinski mi ringrazia per il tempo che abbiamo trascorso a vedere i suoi lavori. In realtà, però, sono io che non finirò mai di ringraziarlo di avermi preso per mano e fatti entrare in quel meraviglioso mondo che è il ‘Grand Tour Kopinski‘.

kpinski

@fedisp

 

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