Lucca Comics and Games

@luccacandg, Don Alemanno, Fabrizio Biggio e Immanuel Casto parlano di satira e non solo

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Un momento dell’incontro al San Giovanni

 

Cos’è oggi la satira? Come si fa? Che ruolo ha nella società di oggi? Domande ‘pesanti’ alle quali hanno provato a Lucca Comics & Games 2015 a dare una risposta tre ‘esperti’ del settore: Don Alemanno, Fabrizio Biggio e Immanuel Casto in un incontro che di serio ha avuto ben poco, sebbene, alla fine, sotto un’apparente dissacrante ironia, ci sia sempre molto più di quello che la facile risata strappata al pubblico presente a San Giovanni potrebbe far pensare.

Già, perché i discorsi seri, quelli veramente seri, spesso si possono mascherare sotto le mentite spoglie dell’ironia e della facezia e, in quel caso, arrivano anche meglio a chi li ascolta.

Tre modi diversi di intendere la satira che si confrontano chiacchierando. Casto racconta la sua esperienza dissacrante oltre i limiti (seppure di limiti si possa parlare), che lo ha portato ad essere messo all’indice. «Certo, i temi che tratto – dice Casto – sono ritenuti ‘scabrosi’, ma alla fine metto a nudo le situazioni grottesche, inserendomi in prima persona, poiché ritengo che questo sia il modo migliore per fare satira».

Eppure lamenta di essere stato spesso attaccato per la sua satira di costume: «Ho scoperto nel tempo che i miei fan – dice – sono persone sostanzialmente intelligenti, che comprendono lo spirito con il quale porto le mie critiche. Quello che credo dia realmente fastidio, è l’artista libero, colui che riesce a evidenziare quello che gli piace e quello che non gli piace, attraverso la propria performance».

Mentre Biggio racconta che le sue ‘Storie di Pene e Vagina‘ sono nate come piccoli disegni che lasciava alla sua fidanzata sul posto di lavoro e che, poi, nel tempo, sono diventati addirittura un libro, per Don Alemanno la passione per le vignette è nata durante il periodo in cui lavorava a un helpdesk informatico: «Nella vita ho fatto davvero di tutto – racconta – ho anche piantato i cocomeri, mai però avrei immaginato e nemmeno forse desiderato, fare il fumettista. E’ un mondo strano quello del fumetto: ci sono persone meravigliose, con le quali è bello stare e confrontarsi, poi ci sono quelli con la puzza sotto il naso, che sanno tutto loro e quando, come nel mio caso, il successo arriva quasi per caso, ti guardano come fossi una merda».

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Don Alemanno e Jenus

 

Eppure, il successo a Don Alemanno non è arrivato proprio per caso: le sue vignette, le storie di Jenus, sono diventate ‘cult’.

Quello che tutti e tre affermano di non comprendere è «l’odio che coloro a cui non piaci ti dimostrano». E’ questo un aspetto che passa soprattutto dai social network, dove il ‘veleno’ si spande con facilità un po’ su tutti e, quindi, in particolar modo, su personaggi pubblici che si dilettano a camminare sul filo della satira: «Quello che davvero è difficile da comprendere – dice Alemanno – è il fatto che quelli a cui non piaci dichiarino il loro ‘odio’ nei tuoi confronti: passi non piacere, questo è normale. Ma odiare è qualcosa di molto più impegnativo. Non lo capisco». E racconta di come Jenus sia stato più volte bersaglio di critiche feroci e, spesso, ingiustificate.

Biggio, da parte sua, lamenta il fatto che il personaggio televisivo abbia in qualche modo oscurato quello che è il suo vero spirito: «Intanto mi voglio scusare per i film che abbiamo fatto – dice –: li hanno voluti così ma francamente non erano quello che volevamo noi. Insomma, hanno sfruttato la parte più becera dei personaggi, senza capire che non sta nella ‘parolaccia’ il divertimento, ma nella situazione surreale che si crea». In pratica è il limite della satira che ride della parola forte, ma non comprende la sottile critica che a volte vi è nascosta dietro. «L’universo fumettistico mi ha sempre affascinato e ci sono voluto approdare da sempre – racconta – ecco perché non appena ne ho avuto l’occasione ho ripescato questi disegni, nati come messaggi per la mia fidanzata, e mi ci sono rituffato, per prendere, insomma, una boccata d’ossigeno».

Insomma, fare satira resta un mestiere difficile e i tre autori chiamati a confrontarsi su questo tema, ognuno nel suo ambito, cercano di farlo anche se la strada non è sempre facile.

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