17 Apr 2026 Le visioni di Roberto Innocenti in mostra a Scandicci tra fiaba, memoria e realtà
Tra realtà e immaginazione si muove il lavoro di Roberto Innocenti, a cui è dedicata una mostra diffusa a Scandicci, articolata tra il Castello dell’Acciaiolo e la Biblioteca comunale di Scandicci. L’esposizione, intitolata “Dal sogno al segno. Le fiabe che ci guardano, le case che ci ricordano, la storia che ci guida”, apre al pubblico il 18 aprile e ripercorre il percorso artistico di un illustratore che ha costruito nel tempo una solida reputazione anche fuori dall’Italia.
Il progetto nasce da un’iniziativa del Comune di Scandicci insieme a Lucca Crea e prosegue una collaborazione avviata con una precedente mostra dedicata a Sergio Staino. La cura è affidata a Pio Corveddu, Dario Dino-Guida e Giulia Dorati.
Nelle sale del Castello dell’Acciaiolo si sviluppa la parte più legata all’immaginario narrativo. Qui le fiabe tradizionali prendono forma attraverso reinterpretazioni che spostano tempi e ambientazioni: la Cenerentola diventa una storia collocata nell’Inghilterra degli anni Venti, mentre Cappuccetto Rosso si muove in un contesto urbano contemporaneo, fatto di periferie e luci artificiali. Anche racconti come Lo Schiaccianoci o il A Christmas Carol vengono riletti in modo da mantenere un legame con il presente. Non manca il Le avventure di Pinocchio, che trova nelle tavole di Innocenti una restituzione particolarmente dettagliata.
Accanto alla dimensione fiabesca, emerge anche un’attenzione alla storia. Opere come “La Rosa Bianca” e “La storia di Erika” affrontano il tema della Seconda guerra mondiale e della deportazione ebraica con uno stile sobrio, evitando effetti retorici ma mantenendo una forte capacità evocativa.
La Biblioteca comunale ospita invece un’altra parte della produzione dell’artista, più legata alla grafica e alla satira. Qui si trovano lavori meno noti, tra cui materiali inediti e un episodio immaginario aggiuntivo di Pinocchio, costruito come se fosse un capitolo perduto. In questo spazio emerge un tratto più ironico e critico, affiancato anche da manifesti realizzati per il Comune e per campagne pubbliche, tra cui quella sul diritto di voto ai diciottenni.
Il percorso biografico di Innocenti aiuta a comprendere l’origine di questo sguardo. Nato nel 1940 a Bagno a Ripoli, lascia presto la scuola per lavorare, iniziando in una fonderia. In seguito si avvicina al disegno e si trasferisce a Roma, dove entra nel mondo dell’animazione e della grafica. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta sceglie di dedicarsi all’illustrazione per l’editoria. L’incontro con l’illustratore svizzero Étienne Delessert segna un passaggio importante: da lì prende forma anche “La Rosa Bianca”, che contribuirà alla sua affermazione internazionale.
Nel corso degli anni ha illustrato numerosi classici della letteratura, sviluppando uno stile riconoscibile per la ricchezza dei dettagli e la costruzione complessa delle scene. Questo lavoro gli è valso diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Hans Christian Andersen nel 2008, che lo rende l’unico illustratore italiano ad averlo ricevuto.
La mostra di Scandicci restituisce così un quadro articolato della sua attività, mettendo insieme dimensione narrativa, impegno civile e sperimentazione grafica, senza separare nettamente questi aspetti ma lasciandoli dialogare tra loro.

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