05 Ott 2026 Che i giochi abbiano inizio! Al via la sessantesima edizione di Lucca Comics & Games con le mostre a Palazzo Guinigi
Ci siamo! La sessantesima edizione di Lucca Comics & Games ha ufficialmente preso il via con l’inaugurazione delle mostre allestite a Palazzo Guinigi. Le esposizioni, da sempre, rappresentano il primo passo all’interno dell’universo di Lucca Comics & Games e, quest’anno in modo particolare, hanno il compito di aprire le danze per quella che si prospetta come un’edizione epocale, che ripercorre la storia e guarda al futuro. Non a caso il claim di quest’anno è ‘Legacy’, titolo anche di una delle mostre allestite nelle sale di Palazzo Guinigi.
Quello che si apre nello storico palazzo lucchese, quindi, non è solo un momento interessante dal punto di vista culturale, ma è anche un vero e proprio viaggio nel tempo: dal fumetto western di Lucky Luke, alla Milano di Valentina e di Crepax, fino alle tavole di grande contemporaneità di Tillie Walden, voce della GenZ, passando per le visioni del concept artist Daniel Dociu, le mostre vogliono rendere omaggio ai grandi del fumetto.
Ma vediamo nel dettaglio le mostre di Palazzo Guinigi.
LUCCA LEGACY, A COMICS & GAMES STORY
Pensata per celebrare i suoi sessant’anni, Lucca Legacy, a Comics & Games story – La Mostra è il progetto espositivo inedito, realizzato da Lucca Crea in collaborazione con POLI.design, centro per formazione post-laurea fondato dal Politecnico di Milano, che racconta il Festival non come un archivio da consultare, ma come un organismo vivo da attraversare, modificare e, in parte, scrivere insieme ai VisitAutori. Il secondo piano di Palazzo Guinigi verrà trasformato in una piattaforma culturale permanente, dotata di dispositivi allestitivi adattivi pensati fin dall’origine per evolvere nel tempo. I VisitAutori infatti non si limiteranno a osservare: come accade nei giochi legacy, potranno intervenire fisicamente sulla mostra, lasciando un segno che resterà nel tempo e modificandola, così da contribuire essi stessi a lasciare tracce. È un’esperienza interattiva costruita per raccontare una storia collettiva che è, insieme, passato e futuro.
La partnership con POLI.design, riconosciuto tra i vertici delle classifiche internazionali nell’area Art & Design, unisce la visione, il metodo e il prestigio internazionale del centro milanese alla materia viva della manifestazione lucchese, per dare forma a uno spazio che non è semplicemente una mostra celebrativa, ma un vero e proprio dispositivo culturale capace di rigenerarsi nel cuore della città di Lucca.
Ad accompagnare il pubblico tra i tre livelli concettuali e i nove ambienti in cui si articola la mostra sono Luke e Clea, le due mascotte create dal disegnatore Sergio Algozzino: l’estrosa e indomita Clea e l’introverso e riflessivo Luke guidano i visitatori tra misteri, scoperte e sorprese, offrendo due chiavi di lettura complementari della stessa esperienza. Tra musica e vinili, schermi LED, macchine del tempo, nastri trasportatori, menu di giochi e fumetti e alberi con foglie speciali, i visitatori saranno coinvolti, sorpresi, emozionati e diventeranno parte dell’exhibition, dove potranno tornare e ricominciare la visita in modo completamente diverso.
Questa mostra ci accompagnerà anche per tutto il 2027 e terminerà il 30 settembre del prossimo anno.
PIÙ VELOCE DELLA SUA OMBRA: 80 ANNI DI LUCKY LUKE (a cura di Mauro Bruni e Famiglia Morris)
Nel 1946, sulle pagine della rivista Spirou, faceva il suo esordio un personaggio destinato a segnare la storia della bande dessinée: Lucky Luke, il pistolero infallibile capace di sparare «più veloce della sua stessa ombra». A ottant’anni da quel debutto, Lucca Comics & Games rende omaggio alla leggendaria creatura ideata dal genio grafico e narrativo di Morris, che capovolse con ironia il mito del western creando un nuovo filone narrativo che da lì in poi avrebbe conquistato l’Europa, diventando fonte di ispirazione inesauribile per il fumetto, il cinema e la letteratura: il “western comico”.
Dietro lo pseudonimo di Morris risiede la figura di Maurice de Bévère (1923–2001), maestro del fumetto franco-belga e tra i padri fondatori della cosiddetta Scuola di Marcinelle. Affascinato fin dalla giovinezza dal cinema americano e dalla mitologia della Frontiera, Morris dedicò l’intera carriera alla costruzione e al perfezionamento dell’universo di Lucky Luke. La svolta narrativa della serie arrivò a metà degli anni Cinquanta con l’inizio del lungo sodalizio artistico con lo sceneggiatore René Goscinny: una collaborazione ventennale che affinò i meccanismi della parodia western, elevando l’opera a capolavoro della letteratura disegnata e a fenomeno di costume internazionale.
Grazie a una selezione di opere e tavole originali e copertine d’epoca provenienti dagli archivi storici dell’autore, l’esposizione propone una rilettura filologica del genere western. L’allestimento a Palazzo Guinigi accompagna i visitatori all’interno di una scenografia prettamente western, popolata dai tipi umani caratteristici: sceriffi, fuorilegge, indiani, becchini e ballerine di saloon. Un itinerario che celebra il valore artistico e documentale dell’opera di Morris, fondamentale punto di riferimento per l’evoluzione del fumetto umoristico europeo.
TILLIE WALDEN: TIME CAPSULE (a cura di Michele Foschini e Mara Famularo)
Voce della Generazione Z, la fumettista americana Tillie Walden si è distinta nel panorama internazionale per la maturità con cui affronta i temi del racconto di formazione, l’inventiva con cui esplora le potenzialità del linguaggio del fumetto e la sensibilità con cui racconta storie delicate e intimiste.
Classe 1996, nel 2018 diventa una delle più giovani vincitrici di un premio Eisner con Spinning (First Second, in italiano Trottole), un memoir incentrato sul mondo del pattinaggio e sulla ricerca della propria identità. Nel 2020 con Mi stai ascoltando? (BAO Publishing) vince un altro Eisner nella categoria miglior graphic novel. Con la trilogia young adult Clementine, spin off di The Walking Dead (saldaPress), nel 2024 è stata inserita nella selezione dei Lucca Comics Awards. A questi lavori si aggiunge il nuovo volume Charity & Sylvia (BAO Publishing), un graphic novel tra fiction e storia che racconta l’amore tra due donne nell’America del XIX secolo, progetto nato nell’ambito dell’incarico dell’autrice come Cartoonist Laureate del Vermont. Nel 2026 Tillie Walden festeggia trent’anni di età e undici di carriera.
La mostra Time Capsule, a cura di Michele Foschini e Mara Famularo, racconta la crescita artistica dell’autrice dal suo debutto ai suoi titoli più recenti in un percorso che comprende circa novanta opere, tra cui più della metà disegni e tavole originali tratte dai suoi graphic novel più famosi. Se da una parte l’esposizione testimonia come Walden sia rimasta coerente nel considerare il fumetto uno spazio in cui la soggettività modella la realtà, dall’altra evidenzia come sia riuscita a creare storie capaci di spostare l’asticella sempre un po’ più in alto ed evocare mondi nei quali chi legge può smarrirsi per poi ritrovarsi.
VALENTINA: TRE DECENNI DI MILANO NELLO SGUARDO DI UN’ICONA (a cura di Archivio Crepax e Lucca Comics & Games)
Valentina Rosselli, per tutti solo Valentina, è la creazione più famosa di Guido Crepax, creata nel 1965 e invecchiata di pari passo al suo autore e ai lettori (caso quasi unico nei fumetti, Valentina vive “in tempo reale”) fino al 2003, anno in cui la morte di Crepax ha messo fine alle sue avventure. Fra i fumetti italiani più famosi di tutti i tempi, Valentina è un personalissimo mix di realismo (la Valentina fotografa di moda a Milano), surrealismo (le avventure oniriche ricchissime di riferimenti psicoanalitici), raffinato erotismo (numerose sono le scene in cui la vediamo senza veli) e amore per la cultura e Crepax usava il suo personaggio per intessere un dialogo fittissimo con i più disparati ambiti culturali: cinema, moda, arte contemporanea, fotografia, letteratura, musica, ovviamente fumetto. Se allora Valentina era parte in causa di un vivace dialogo culturale, oggi è un’incredibile capsula del tempo, capace di restituire uno spaccato, forse il più completo e sfaccettato possibile, di un periodo storico talmente ricco che un confronto con l’oggi rischia di risultare impietoso. Attraverso un’accurata selezione di tavole, quasi tutte mai viste dal vivo in occasioni recenti, la mostra si propone di restituire il respiro degli anni ’60 e ’70 a Milano, uno spazio e un tempo che, nelle tavole di Crepax e nello sguardo di Valentina, trovano la più illuminante delle rappresentazioni. A impreziosire il percorso i ricordi dei figli di Crepax, letteralmente cresciuti con Valentina, somigliantissima alla moglie Luisa e vero alter ego dell’autore. Come scrive Paolo Bacilieri nel suo testo a corredo della mostra, Valentina e Crepax intessono una vera e propria «biografia incrociata, speculare, in cui Crepax inventa la vita di Valentina e la femminista, la fotografa di fashion, la donna, la madre di Mattia, l’eroina Valentina, racconta la vita di un borghese rivoluzionario, di un timido, geniale architetto milanese vissuto nella seconda metà del Novecento, di uno dei più grandi Autori del Fumetto mondiale, Guido Crepax».
DANIEL DOCIU: MODELLI PRIMORDIALI DI MONDI FUTURI (a cura di: Roberto Irace)
Protagonista della mostra curata da Roberto Irace è l’orizzonte visionario di Daniel Dociu, tra i più influenti concept artist e art director della scena mondiale dell’entertainment digitale.
Dopo aver plasmato l’immaginario visivo di franchise leggendari come Guild Wars, Halo, Half-Life 2 e Age of Empires, Dociu si spoglia qui dei vincoli delle grandi produzioni per svelare la sua dimensione più intima e autoriale. La mostra propone un viaggio inedito attraverso illustrazioni personali, copertine e altro a tema sci-fi, rivelando la cifra più pura e svincolata del suo talento.
Al centro del percorso espositivo emerge il concetto di “Archetopie”: la capacità unica di Dociu di fondere forme ancestrali e monumentali con infrastrutture tecnologiche al limite del possibile. Le sue opere non descrivono semplici scenari di fantasia, ma veri e propri modelli primordiali di mondi futuri — architetture megalitiche, metropoli stratificate e spazi sospesi, terrificanti e gigantesche città kaijū, dove l’antico e l’avveniristico convivono. Un’occasione irripetibile per esplorare il lato privato e visionario di un maestro della fantascienza contemporanea.
Le esposizioni di Palazzo Guinigi saranno visitabili con ingresso libero, da martedì a sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (lunedì chiuso); durante i giorni del festival – dal 28 ottobre al 1° novembre 2026 – l’orario sarà invece quello della manifestazione (9-19).
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