05 Ott 2026 Quando il gioco non è regolato
Dai videogiochi online ai giochi di ruolo, il regolamento non basta più. Le nuove regole nascono anche dalle persone che giocano.

Per Johan Huizinga e Roger Caillois le regole sono uno degli elementi che definiscono il gioco. Possono essere semplici o complesse, ma devono essere condivise e delimitare uno spazio in cui tutti i partecipanti sanno cosa è consentito e cosa non lo è. Senza regole, il gioco perde la propria identità e si confonde con il caos.
Oggi, però, questa certezza appare meno solida. Sempre più spesso giochiamo in sistemi in cui le regole non sono completamente definite, cambiano durante la partita oppure vengono continuamente reinterpretate dalla comunità dei giocatori.
Basti pensare ai videogiochi online, aggiornati di settimana in settimana. Una strategia vincente può diventare improvvisamente inutile dopo una patch; nuove meccaniche modificano gli equilibri e costringono i giocatori a rinegoziare continuamente il modo di giocare. Le regole non sono più un punto di partenza stabile, ma un processo in continua evoluzione.
Regole che (forse) non appartengono al gioco
Esiste poi una forma ancora più interessante di instabilità: quella in cui il gioco incorpora regole che non appartengono al gioco stesso.
Molte esperienze contemporanee non sono governate soltanto dal regolamento ufficiale, ma anche da norme sociali, sensibilità etiche ed esigenze estetiche condivise dalla comunità. Nei giochi di ruolo dal vivo, ad esempio, entrano in scena strumenti di sicurezza emotiva che permettono ai partecipanti di interrompere una situazione percepita come troppo intensa. Nei giochi da tavolo cooperativi o nelle community online, il rispetto reciproco, l’inclusività e il consenso diventano parte integrante dell’esperienza, pur non essendo sempre previsti dal regolamento.
Le regole potrebbero non essere più tutte in un solo manuale
Anche il videogioco conosce fenomeni simili. Molte comunità sviluppano codici di comportamento, limitano volontariamente alcune strategie ritenute scorrette o stabiliscono forme di fair play che vanno ben oltre ciò che il software consente. In altri casi è il cosiddetto metagame a determinare ciò che è considerato accettabile, trasformando convenzioni informali in vere e proprie regole.
Il risultato è che il gioco non è più definito soltanto dalle norme scritte, ma anche da quelle che emergono dalla cultura dei giocatori. Il regolamento non basta più a spiegare l’esperienza ludica.
Forse, allora, il gioco contemporaneo non è meno regolato di quello descritto da Huizinga e Caillois. È regolato in modo diverso. Alle regole progettate dagli autori si affiancano quelle costruite dalle comunità, dagli aggiornamenti tecnologici e dai valori sociali del presente.
Il gioco continua ad avere regole, ma non è più possibile trovarle tutte nello stesso manuale.
Se siete interessati potete seguire il mio podcast sul gioco a questi link:
https://www.spreaker.com/podcast/gioco-realta-e-finzione–6802783
Gioco, Realtà e Finzione | Podcast on Spotify
https://www.robertograssi.net/levity/podcast
Nell’elaborazione di questa ricerca e di questo testo è stata utilizzata l’AI
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