16 Ott 2026 «Saronno in Gioco» cresce e raddoppia: il gioco diventa anche uno strumento educativo
«Saronno in Gioco» torna con una terza edizione che si amplia e guarda oltre il divertimento, mettendo al centro il valore del gioco come strumento di apprendimento, benessere e relazione. La manifestazione dedicata ai giochi da tavolo e di ruolo, nata dalla passione di un gruppo informale di volontari, introduce, infatti, da quest’anno una novità: «Saronno in Gioco EDU – “Gioco quindi sono”», una giornata di formazione dedicata a insegnanti, educatori, professionisti della cura e a chi lavora nell’ambito delle relazioni.
L’appuntamento è per sabato 17 ottobre, dalle 9 alle 18, negli spazi di Fondazione Daimon, in via Legnani 4 a Saronno. La giornata, realizzata in partenariato con l’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci di Saronno e Fondazione Artos: un’occasione gratuita che riconosce ai docenti le ore di partecipazione come formazione in servizio.
L’obiettivo è mostrare come il gioco possa diventare molto più di un momento di svago. In un contesto in cui attenzione, socialità, inclusione e motivazione rappresentano sfide importanti per la scuola e per la comunità, i giochi da tavolo e di ruolo possono offrire strumenti concreti per sviluppare la cooperazione, il problem solving, la partecipazione e le competenze socio-emotive.
Il programma prevede una mattinata di approfondimento con relatori del mondo accademico e professionisti, seguita nel pomeriggio da laboratori pratici dedicati a tre ambiti: Scuola, Cura e Relazioni. Tra gli ospiti ci saranno Francesca Antonacci, professoressa ordinaria di Pedagogia del gioco all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e Matteo Zanon, psicologo che lavora anche con ragazzi in situazione di ritiro sociale. L’interesse suscitato dall’iniziativa è già significativo: sono attesi circa cento partecipanti e alcuni laboratori hanno raggiunto il tutto esaurito.
«Quando abbiamo iniziato, l’idea era molto semplice: portare a Saronno la nostra passione per i giochi e creare un’occasione perché le persone potessero incontrarsi attorno a un tavolo – racconta Fabrizio Reina, direttore creativo di Saronno in Gioco e docente di Fondazione Daimon -. In questi tre anni abbiamo mostrato che il gioco può andare molto più lontano. È entrato in biblioteca, negli spazi dedicati ai giovani, nelle scuole, nelle iniziative dell’estate e in contesti di socializzazione, e ogni nuova collaborazione ci ha permesso di scoprire un modo diverso di utilizzarlo. Con Saronno in Gioco EDU facciamo un ulteriore passo: vogliamo condividere questa esperienza con chi lavora quotidianamente con bambini, ragazzi e adulti e mettere a disposizione strumenti ed esperienze concrete».
Una visione condivisa anche da Renzo Bertoldo, presidente di Fondazione Daimon, che sottolinea come il gioco possa diventare un mezzo concreto per costruire relazioni, allenare competenze e favorire la partecipazione. Portarlo nei contesti educativi e di cura significa, quindi, riconoscerne il valore e offrire a chi lavora con le persone nuove possibilità da sperimentare.
Durante l’estate, l’iniziativa Giochi in Villa ha animato i mercoledì sera di Estate Divina, registrando una partecipazione in progressiva crescita. Importante anche il lavoro svolto con la Biblioteca di Saronno, che, con il supporto del gruppo, ha dato vita a una ludoteca con circa 150 giochi a disposizione del pubblico. Il Collegio Arcivescovile Castelli ha inoltre coinvolto i volontari nell’organizzazione di serate dedicate alla socializzazione attraverso i giochi da tavolo, per un intero quadrimestre, mentre sono in fase di avvio nuove collaborazioni.
La giornata educativa di ottobre sarà soltanto l’anteprima della terza edizione di «Saronno in Gioco», in programma il 14 e 15 novembre. Due giornate dedicate ai giochi da tavolo e di ruolo, aperte sia a chi frequenta già questo mondo sia a chi desidera scoprirlo per la prima volta. Ci saranno giochi da provare, persone pronte a spiegarne le regole e tante occasioni per sedersi allo stesso tavolo e giocare insieme.
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