Gladiatore per un giorno con il Gruppo Storico Romano e gli Skull & Blades

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Gladiatore per un giorno con il Gruppo Storico Romano e gli Skull & Blades

dalla nostra inviata Anacostia degli Artigli

E’ una fredda e luminosa giornata di dicembre e quando entro nella sede del Gruppo Storico Romano sull’Appia Antica e resto colpita dall’ambiente che mi accoglie. Le strutture realizzate, tra cui un’arena per i combattimenti, sono ampie, ben fatte e molto suggestive. Si vede l’attenzione per i dettagli e per la ricostruzione realistica.

Ho avuto modo in passato di vedere alcuni spettacoli del Gruppo Storico, ma stavolta si tratta di partecipare in prima persona, e sono impaziente di iniziare. Sono qui per uno stage sulla scherma gladiatoria, organizzato dal Gruppo Storico Romano per l’associazione di cui faccio parte, Skull & Blades, l’ambizioso progetto del mio maestro di Kali filippino Andrea Rollo.

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Il progetto Skull prevede, ogni tre mesi circa, uno stage di alcune ore per apprendere tecniche di combattimento diverse, in contesti non consueti. Partiamo da quanto appreso nel kali, che pratichiamo abitualmente, per misurarci con tecniche, armi e situazioni sempre diverse, con una modalità non-collaborativa. Sono sempre incontri stimolanti, ma stavolta, per un’appassionata di giochi di ruolo come me, si tratta di unire due passioni. Il Gruppo Storico Romano è famoso per la cura dei particolari e l’utilizzo di materiali e strumenti che riproducano quelli antichi. E’ quindi con molte aspettative che mi presento all’incontro.

E non vengo delusa.

La prima parte dell’incontro verte sull’inquadramento storico della figura del gladiatore e delle diverse armi e tecniche di combattimento utilizzate. Viene sfatato qualche mito. I gladiatori si addestravano duramente per anni, erano dei veri atleti, ed era raro che venissero uccisi nell’arena, perché sarebbe stata una perdita economica per la palestra di cui facevano parte. I colpi venivano inflitti sapientemente in maniera da tagliare la pelle in zone non vitali, per far sanguinare molto ma senza lesionare seriamente, il combattimento doveva essere uno spettacolo per allietare il pubblico, non una carneficina. Esattamente come nei moderni sport da combattimento, in cui sono vietati i colpi nei punti vitali. Certo l’incidente poteva capitare, anche considerando che le armi erano vere, seppur senza filo.

Dopo la parte storica, passiamo alla pratica, provando alcune tecniche in coppia direttamente nell’arena. Quando abbiamo preso un po’ di dimestichezza con le armi e i movimenti, ci propongono di vestire i panni di un vero gladiatore. Appena inizio ad indossare le parti dell’armatura, la sensazione è di completo straniamento. Il metallo è freddo e pesante, il cuoio graffia la pelle, le fibbie intralciano i movimenti. Niente a che vedere con le protezioni plastiche imbottite a cui sono abituata, leggere, comode, super protettive. Mi mettono in testa un elmo di metallo di svariati chili, per indossarlo devo ruotare la testa, la spessa grata di metallo non permette di vedere quasi nulla, il peso mi soffoca, il cuoio interno stringe, mi gira la testa, eppure non soffro di claustrofobia e sono abituata al casco integrale della moto. Le tecniche, che senza armatura sembravano tanto facili e veloci, improvvisamente diventano lente e faticose. Lo scudo di legno pesa, la spada di metallo pesa, la paura di prendere un colpo accidentale fa schizzare l’attenzione e consumare più ossigeno. Automaticamente la distanza dall’avversario aumenta, l’arma di metallo non taglia, ma la botta fa male.    

E improvvisamente tutto acquista senso. L’odore del cuoio, i rumori metallici, l’arena intorno a noi, il peso di quello che indosso, ecco, sembra tutto reale. E’ reale!

Sono davvero in un’arena, in un’antica palestra ad allenarmi con i miei compagni.
Quello che indosso è esattamente uguale a quello che veniva indossato allora. E’ bellissimo.
Ho partecipato a tanti larp, ma raramente ho vissuto qualcosa di così realistico.   

E così, in bel pomeriggio freddo di dicembre, anche io vivo i miei 10 minuti di gloria, combatto in un’arena, alzo la spada vittoriosa e vengo acclamata dai compagni, sento in bocca il sapore del sudore e della paura, e mi diverto, mi diverto tanto.

La prossima volta che giocherò a Lex Arcana, sicuramente ripenserò a questa esperienza e sarà tutto più realistico.

Anacostia degli Artigli, giocatrice di ruolo, master di Lex Arcana e molti altri titoli, Rillina, organizza larp e murder parties in varie epoche e ambientazione.

Chi fosse interessato ad approfondire:

Scuola Gladiatori Roma

Gruppo Storico Romano

Skull & Blades

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