Vivere e portare il gioco in classe e fuori, da educatori, anche senza esperienza alcuna: ecco i corsi prêt-à-jouer di Giada di Ruolo

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Vivere e portare il gioco in classe e fuori, da educatori, anche senza esperienza alcuna: ecco i corsi prêt-à-jouer di Giada di Ruolo

Come portare il gioco in classe e fuori, diffondendone il potere di imparare divertendosi e soprattutto di creare legami speciali e ricordi indelebili in chi partecipa?

Ecco alcuni strumenti ed esperienze formative per far giocare in classe e fuori, anche per chi non ha idea di cosa stiamo parlando, proposte da Giada di Ruolo, Taribelli nella vita vera, che abbiamo conosciuto nell’intervista pubblicata il giorno di Pasqua.

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Giada Taribelli è una pedagogista specializzata nella progettazione di esperienze educative innovative per ragazzi e adulti, con un focus particolare sull’apprendimento attraverso il gioco di ruolo. Durante gli anni di studio all’Università degli Studi di Milano Bicocca ha scoperto il mondo del gioco di ruolo, e da giocatrice entusiasta è diventata content creator poi game master, trasformando questa passione in uno strumento educativo.

La sua esperienza e conoscenza approfondita del gioco di ruolo le ha permesso di sfruttarlo per scopi educativi, formativi e divulgativi: negli ultimi anni ha collaborato con diverse realtà per sviluppare progetti che uniscono il potenziale formativo del gioco di ruolo alla pedagogia.

Andiamo al cuore della tua attività di pedagogista in contesti formativi. Cosa è il game-building?
Il Game-Building è fondamentalmente un’esperienza di team building attraverso il gioco di ruolo e poi un lungo debriefing. È dedicata quindi a équipe e team di lavoro di massimo 12 persone di tutti gli ambiti, che hanno la necessità di affrontare assieme un’esperienza che li unisca e li faccia sentire più in connessione con gli altri membri del team. Solitamente è diviso in due mezze giornate, che possono svolgersi di seguito o a distanza di massimo una settimana. Nella prima mezza giornata si gioca un’avventura tutti allo stesso tavolo, con un sistema sviluppato apposta per giocare con così tanti giocatori. L’avventura può essere scelta dal cliente in base alla tematica che vuole trattare di più (dinamiche di gruppo, comunicazione, leadership, conflitti…). 

Nella seconda fase, invece, si fa un debriefing sull’avventura attraverso diversi strumenti psicopedagogici: il Teatro Immagine, il Cerchio di parola, i quadranti, i cappelli di De Bono… ogni strumento serve a far emergere qualcosa su come si è sentito ogni giocatore durante l’avventura (soprattutto rispetto alla tematica) e a quali siano state le dinamiche di gruppo. Conoscere meglio gli altri durante questa esperienza e avere un momento forte che li lega da ricordare in futuro, aumenta la coesione del gruppo, la cooperazione e la comunicazione fluida e funzionale. 

Il tuo corso sul gdr come strumento formativo 2026 è già iniziato. Ci racconti qualcosa di questa esperienza?
Il primo corso del 2026 è partito il 14-15 marzo con il primo modulo in presenza e proseguirà poi fino a fine aprile online. Però è la quarta edizione, quindi posso parlarvi delle tre edizioni del 2025. È un corso dedicato a tutti coloro che lavorano, o lavoreranno, nell’ambito della formazione, educazione, istruzione e cura della persona. L’idea è di sperimentare il gioco di ruolo, sperimentare il debriefing con varie modalità, sperimentarsi come master e soprattutto imparare a creare delle avventure che possano partire da una tematica educativa o da obiettivi didattici. È un corso molto laboratoriale: nel modulo in presenza di fatto giochiamo, facciamo debriefing e giochiamo ancora (ma masterano loro a turno questa volta)! Nel modulo online hanno molto tempo dedicato al lavoro di gruppo per scrivere avventure pronte da usare alla fine del corso. La cosa che mi emoziona è che dai corsi precedenti sono nati veri progetti che stanno iniziando a prendere piede, perché alcune persone hanno sviluppato avventure e progetti che poi sono riuscite a far partire. Altri sono rimasti in contatto tra loro e continuano a collaborare… insomma l’idea era proprio anche creare una rete di professionisti che possa collaborare e sostenersi a vicenda nei progetti. Io stessa ho chiesto aiuto a qualcuno di loro quando avevo bisogno di un affiancamento in alcuni progetti. 

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Come può farlo qualcuno che è nuovo allo strumento? O anche vecchio, ma si chiede come adattare il gdr ad una situazione di formazione?
Beh il corso è fatto apposta: soprattutto nella parte in presenza si sperimenta lo strumento in più modalità e quindi si ha modo di capire di cosa si tratta se si è del tutto nuovi in questo mondo. Mentre la parte online permette di partire dalle basi sia del sistema di gioco che dello storytelling. E ci sono un sacco di feedback da parte mia e degli altri professionisti durante tutto il percorso, quindi c’è modo di imparare molto in poco tempo e di uscire con le idee più chiare se si è già pratici dello strumento e con un sacco di nuove conoscenze se lo si usa per la prima volta. Poi sto sviluppando un corso di secondo livello che partirà a settembre proprio per chi ha già fatto il primo corso e vuole continuare ad approfondire e anche ad essere accompagnato. Sarà infatti una sorta di Academy dove si mescolano formazione e consulenza rispetto ai singoli progetti: approfondiamo alcuni aspetti, ma soprattutto hanno modo di portare i loro progetti e ricevere feedback, spunti e aiuti concreti su come portarli avanti. 

Parlaci di Travels&Dragons: è già attivo o deve partire?
Travels&Dragons è attivo dal 2022 e sta andando alla grande!
I weekend in Italia sono sempre pieni, soprattutto quelli in Valle d’Aosta e al Castello di Fosdinovo, dove giochiamo e dormiamo in un vero castello medievale. Ma anche i viaggi brevi nelle capitali europee e i viaggi più lunghi on the road in Europa e nel Mondo stanno andando molto bene. Tra le destinazioni estere che abbiamo già fatto ci sono l’Irlanda, la Slovenia, Praga, Edimburgo, le isole Lofoten, il Giappone e quest’estate andremo in Islanda durante l’eclissi totale, ma è già tutto esaurito! Rimangono pochi posti solo per tornare alle isole Lofoten che hanno anche quelle panorami incredibili e la stessa atmosfera vichinga. 

Cerchiamo sempre di scegliere destinazioni che ci permettano di raccontare storie in ambientazioni evocative e coinvolgenti: gli antichi popoli dell’Irlanda, le leggende sul drago sloveno, l’orologio astronomico e gli alchimisti di Praga, gli spettri e le streghe di Edimburgo, i vichinghi e i troll delle isole Lofoten, i samurai del periodo Edo in Giappone… insomma, ogni posto ha una storia da raccontare legata alla sua vera storia, ai temi e alle usanze di quella popolazione, ma anche alle leggende e al folclore. Per me è sempre speciale scrivere queste avventure e poi portarle al tavolo e vedere i giocatori emozionati ed elettrizzati quando incontriamo dal vivo il luogo in cui ho ambientato delle scene la sera prima. 

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La compagnia, con o senza l’anello, è il motore del gdr e, mi pare, anche dei tuoi mille progetti. Ti va di dirmi cosa significa per te, e quale il valore di questi legami?
Sì, sono d’accordo. Si tratta di un gioco cooperativo, di ostacoli da superare collaborando e soprattutto di una storia da raccontare assieme. Per me tutto ruota attorno a ciò che sentono e raccontano i giocatori, a ciò che portano con i loro personaggi. Tento sempre di valorizzare i loro interventi, le loro idee, il loro contributo alla storia. Fuori dal tavolo da gioco in realtà sono una persona molto timida e introversa, quindi per me è sempre una sfida entrare in relazione con le persone che partecipano ai progetti se non c’è qualcosa come il gioco di ruolo o altri strumenti a mediare quella relazione. Ma condividere momenti come vedere assieme qualcosa di straordinario, che sia un panorama o un edificio, affrontare insieme un tekking, cantare insieme in un momento di relax, ascoltare le condivisioni di qualcuno e la sua storia, ridere fino alle lacrime per qualcosa che è successo in sessione e che torna fuori durante una cena… sono tutti momenti che creano la Compagnia e fanno sì che diventino legami speciali e ricordi indelebili.

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