Da Sushi Go a Gaetano l’Ortolano: al pediatrico Meyer, inventare giochi fa stare bene

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Da Sushi Go a Gaetano l’Ortolano: al pediatrico Meyer, inventare giochi fa stare bene

Il gioco veicolo di conoscenza, scoperta e crescita. Anche dentro un ospedale possano nascere relazioni forti e durature che alimentano la creatività che nutrire la parte “sana”.

Gaetano l’Ortolano è un gioco nato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, ed è il simbolo di come la collaborazione, la creatività e la passione possano trasformare un’idea in qualcosa di concreto che continua a portare benefici a tanti bambini e famiglie.

Un gioco per stare meglio, un gioco per imparare. Come è nato? Dopo aver sentito Claudio Micheli, operatore della Cooperativa sociale Arca che opera all’interno della Ludobiblio dell’ospedale, parlare della Play Therapy, abbiamo voluto saperne di più di questo nuovo gioco da tavolo creato in ospedale grazie al contributo di Camilla Fontana, una paziente della pediatria, insieme agli educatori della cooperativa. E lo vogliamo portare a voi nella Giornata mondiale del gioco, perché tutt3, ma proprio tutt3, possano giocare!

Claudio Micheli con una delle operatrici della Ludobiblio
Consuelo Gori e Claudio Micheli alla Ludobiblio

Come nasce l’idea di creare un gioco da tavolo nel vostro contesto ospedaliero?

Più volte abbiamo immaginato una progettazione che mettesse al centro il gioco da tavolo come strumento per veicolare apprendimento. Il nostro particolare contesto non consente una progettazione mirata all’apprendimento didattico tradizionale, ma possiamo sfruttare il potere motivazionale del gioco unito al divertimento per veicolare stimoli importanti come il rispetto delle regole, la condivisione, la cooperazione, la relazione con l’altro e la fiducia.


Perché avete scelto “Sushi Go” come base di partenza?

Sushi Go aveva molta presa tra i ragazzi adolescenti che frequentavano la ludoteca Ludobiblio. È un gioco di carte per 2-5 giocatori, dagli 8 anni in su, con partite di 15-20 minuti. La meccanica del draft and pass è molto utile per stimolare memoria, pensiero progettuale e pianificazione. Parlando con i ragazzi è nata l’idea di renderlo più legato al nostro contesto quotidiano, mantenendo la meccanica vincente ma cambiando l’ambientazione.


Come avete trasformato il tema del sushi in quello dell’orto? (>> Anche a scuola si può lavorare in questo modo << >^___^<)

Abbiamo lavorato sull’ambientazione legandola al tema dell’orto e della coltivazione delle piante, così da collegarlo al progetto di orto-giardino che portiamo avanti da oltre 15 anni con i bambini ricoverati. Mantenere la meccanica di scelta e accoppiamento delle carte, ma basandola sulle componenti necessarie per coltivare una piantina, ci è sembrata un’idea perfetta per collegarsi anche con le produzioni artistiche e i laboratori di manipolazione.

Chi è Camilla Fontana e cosa ha fatto per questo progetto?

Camilla Fontana, grafica del gioco Gaetano l’Ortolano, con Claudio Micheli e Consuelo Gori

Camilla è una ragazza con un lungo trascorso ospedaliero che conosceva la ludoteca da oltre 15 anni. Era un’assidua frequentatrice, aveva sviluppato una relazione profonda con noi educatori e possedeva una naturale inclinazione creativa e artistica. Ha intrapreso con successo studi all’Istituto d’Arte e all’Accademia, ed era anche un’ottima appassionata di giochi da tavolo. Il suo contributo è stato fondamentale per la parte grafica del gioco.

Come funziona “Gaetano l’Ortolano”?

Abbiamo ridisegnato le carte con elementi del nuovo tema: secchi di terra, concime, semi, acqua, sole, ortaggi, attrezzi. Le regole sono cambiate leggermente, passando dal collezionare ingredienti del sushi a collezionare elementi per la coltivazione, come abbinare terriccio con concime, o agenti naturali come sole e acqua. Abbiamo introdotto carte speciali sugli insetti – “insetti buoni” e “antipatici parassiti” – per spiegare che alcune categorie sono utili alle piante perché tengono lontani gli insetti dannosi.

Quali strumenti avete usato per analizzare e progettare il gioco?

Abbiamo utilizzato una scheda ludica specifica che analizza diversi aspetti: nome, scopo del gioco, regole, numero di giocatori, età consigliata, ambiente necessario, durata, sistema di punteggi, oggetti necessari, ruoli, tipologia di relazioni, profilo dei giocatori, emozioni suscitate, motivazioni e competenze sviluppate. Questo ci ha permesso di modificare Sushi Go in modo sistematico e professionale.

Quali sono stati i momenti più significativi di questo percorso?

Purtroppo Camilla non ha potuto vedere il gioco finito, ma il suo contributo è stato determinante. Ha portato avanti il lavoro grafico anche quando le sue energie erano compromesse, dimostrando l’aspetto motivante del gioco e delle relazioni che ne scaturiscono. Quando “Gaetano l’Ortolano” è stato presentato a FirenzeGioca, la fiera più importante del territorio, nell’edizione 2022 alla Fortezza da Basso: erano presenti tutti i suoi familiari, fieri del segno tangibile che aveva lasciato.

  • La-presentazione-di-Gaetano-lortolano-a-FirenzeGioca-2022
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Come avete coinvolto altri pazienti nella progettazione?

La progettualità è stata condivisa con i ragazzi che frequentavano la ludoteca o erano ricoverati nei reparti di lunga degenza. Il loro apporto è stato fondamentale durante i numerosi playtest che hanno permesso di affinare e completare il gioco.È stato un vero lavoro di squadra che ha coinvolto tutta la comunità ospedaliera.


Che ruolo ha avuto la formazione professionale in questo progetto?

Gaetano nasce dopo alcune formazioni che abbiamo fatto come Game Trainers ed educatori ludici. Questo ci ha permesso di aprire lo spazio mentale alla modifica e progettazione di qualcosa di nuovo, non necessariamente “originale” ma funzionale allo scopo educativo. La collaborazione con Gabriele Mari (nella foto del panel di FirenzeGioca e in quella con Claudio Micheli) e lo staff di game designers della Cobblepot Games ha dato al gioco quell’aspetto professionale che noi, studiosi del gioco alle prime armi, non avremmo saputo dare.


Come si è evoluto il progetto?

Da Gaetano abbiamo sviluppato Ortolinea Game, una variante collaborativa che favorisce la trasversalità di utilizzo tra i vari servizi della Cooperativa. Mentre Gaetano è competitivo, Ortolinea permette ad adulti e bambini di allenare memoria di lavoro, capacità di attenzione e inibizione della risposta, lavorando tutti insieme per un obiettivo condiviso. È la dimostrazione di come un gioco può essere modificato per accrescerne il potere inclusivo verso categorie svantaggiate dalle caratteristiche competitive.

Quali sono le prospettive future di questo approccio?

Ortolinea Game dimostra la trasversalità del gioco, che può ampliarsi verso la sperimentazione scientifica, la ricerca-azione e l’educazione ambientale. Questo progetto non sarebbe stato realizzato senza il supporto della Cooperativa Sociale Arca che ha creduto nel percorso finanziandolo. Serve a rendere l’idea di quante risorse diverse siano necessarie perché una progettazione educativa trovi realizzazione efficace, riunendo competenze e formazioni diverse sotto una finalità comune.

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Qual è il messaggio principale che volete trasmettere?

Il gioco può essere veicolo di sapere e scoperta. La nostra esperienza dimostra come anche dentro un ospedale possano nascere relazioni forti e durature che alimentano la creatività, come si possa nutrire la parte “sana” anche in un contesto impregnato dalla malattia. Gaetano l’Ortolano è il simbolo di come la collaborazione, la creatività e la passione possano trasformare un’idea in qualcosa di concreto che continua a portare benefici a tanti bambini e famiglie.

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