Lucca Comics and Games

Licia #Troisi @luccacandg ha presentato in #anteprima il suo nuovo libro ‘Dove va a finire il cielo’: una chiacchierata sulla #divulgazione scientifica

foto di Licia Troisi
La regina del fantasy italiano, Licia Troisi, per un momento ha lasciato da parte i suoi meravigliosi mondi ‘emersi’ e non ed è tornata alle origini, alla divulgazione scientifica. Già, perché Licia quando non inventa ‘mondi fantastici’, studia ‘mondi lontani’, con la sua laurea in astrofisica e il suo percorso di dottoranda in astronomia.

«Sono almeno cinque anni che volevo fare un libro di divulgazione scientifica e ci pensavo. Ho lavorato in questo ambito per tre anni e, quando ero ancora studentessa, ero nel gruppo di divulgazione dell’Osservatorio astronomico di Roma. Si tratta di un campo che mi è sempre piaciuto moltissimo e, quindi, ho unito le mie due passioni: la narrativa e la divulgazione»

tavola rotondaLicia era all’edizione 2015 di Lucca Comics & Games, che, come sempre, lei riesce a vivere al 100 per cento. Non solo come protagonista di importanti incontri e di tavole rotonde, ma anche come una delle tantissime persone appassionate di fumetti e di fantasy che si accalcano a Lucca nei 4 giorni della manifestazione. E non è difficile incontrarla vestita, lei stessa, da cosplayer.

Eppure quest’anno non ha presentato alcun libro fantasy, ma ha portato a Lucca – in anteprima – il suo libro scientifico ‘Dove va a finire il cielo’, edito da Mondadori, che parla in maniera semplice, diretta e chiara dell’Universo e delle sue meraviglie.licia firma

«Viviamo in un momento in cui il benessere che abbiamo è dovuto principalmente alla scienza – spiega Licia -, ma nonostante questo c’è nei suoi confronti un diffuso sospetto. Insomma, la scienza viene vista male. Sappiamo poi come viene trattata anche a livello politico e questo comporta come si dice ‘un calo delle quotazioni’. Secondo me, quindi, diventa importantissimo far capire cosa sia la scienza, perché sia bella e per quale motivo valga in definitiva la pena praticarla. E’ anche per questo che ho deciso che era arrivato il momento giusto per pubblicare questo libro».

In un momento nel quale sempre più assistiamo alla disinformazione ‘via web’ – soprattutto attraverso i social – nei confronti di temi scientifici, ecco che ‘Dove va a finire il cielo’ appare in controtendenza: «E’ vero che c’è tanta disinformazione on line, ma è anche vero che ci sono delle realtà sul web che fanno divulgazione in maniera divertente e intelligente. In America c’è una pagina di Facebook, I Fucking Love Science, che centra perfettamente l’obiettivo, in Italia abbiamo lo straordinario La Scienza Coatta, che è meraviglioso, diretto, molto efficace. Credo che gli scienziati stiano piano piano imparando come comunicare in modo più immediato e con gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione».

Un aspetto questo molto importante perché secondo Licia la passione per la scienza va fatta nascere e va coltivata fin da giovani. Una cosa che a lei dovrebbe riuscire ancora più semplice, essendo un punto di riferimento per molti ragazzi che hanno in lei la loro scrittrice preferita. Un qualcosa che sicuramente può aiutarla anche quando parla di ‘altro’: «Spero sicuramente di si – dice –: ho sempre parlato del mio lato scientifico anche durante le presentazioni dei miei libri fantasy e negli anni mi hanno fatto domande anche sul blog. Avevo anche una rubrica  che parlava di questi temi ma che purtroppo non sono riuscita a mantenere viva, perché era un impegno un po’ troppo pesante».

Tutto, quindi, può aiutare a portare i giovani ad appassionarsi alle tematiche scientifiche: «In realtà – afferma – ci dobbiamo impegnare a mostrare ai ragazzi la parte più appassionante della scienza, altrimenti l’avranno sempre vinta quelli che parlano di complotti, di scie chimiche e di miracolose cure per il cancro con il bicarbonato».

Questo è uno dei ‘tasti dolenti’ della questione: il dilagare di false ‘verità scientifiche’: «Non dobbiamo dimenticare mai che molte di queste cose sono pericolose. Sai, quando mi dici che non siamo mai stati sulla Luna, è solo una cosa triste, ma quando dici ‘ti curo con i cristalli il cancro’, non possiamo più scherzare: c’è gente che sta male, che muore. Non si possono prendere alla leggera questi temi. Ecco che diventa essenziale diffondere in maniera capillare la cultura scientifica, affinché queste cose possano essere evitate».
Insomma, un modo per far nascere e crescere un po’ di sano spirito critico nelle nuove generazioni attraverso lo sguardo razionale della scienza, in fondo, può solo giovare a tutti.

Ma Licia Troisi è e resta la scrittrice più importante di un genere divenuto popolarissimo tra le nuove generazioni, quali il fantasy: «Ritorno al fantasy in tempi brevissimi – rassicura Licia – perché a gennaio esce il secondo volume di Pandora. Inoltre sto già lavorando alla mia nuova saga: scrivere storie è la mia passione».
Eppure questo non le vieta di pensare ad altri libri di carattere scientifico: «Perché no? Se domani ci sarà occasione, scriverò ancora di scienza».

Il motivo? In due sole parole: «E’ bello».

Intanto allo stand della Mondadori la fila per fare una foto e avere un autografo si è allungata e, nel ringraziare Licia Troisi, mi allontano, prima che dame e guerrieri in arme non si spazientiscano troppo di dover attendere la loro regina.

@fedisp

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